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Conferenza Movimento club Pannella
Terni Laura - 1 maggio 1996
Risp. N· 6076.

Tardiva risposta ad Andrea:

Detto brutalmente, i referendum se ce li vogliono fottere ce li fottono. Con o senza eletti al Parlamento.

Non ho mai pensato che sia meglio per noi ritrovarci senza rappresentanti alla Camera e con un solo eletto al Senato (in piu' non radicale), senza l'ombra di un quattrino e con un sacco di problemi da risolvere. E neanche piu' dignitoso. Ma continuo a pensare che se errore ci fu non fu un nostro errore, e che la nostra strategia elettorale (strategia ... si fa per dire, visto i tempi risicati che ci aveva lasciato il Polo per organizzarci) non fu una strategia perdente. Inoltre continuo a pensare che la nostra linea politica non fu ne' avventata ne' miope. Sono sempre piu' convinta invece che dobbiamo questo nostro insuccesso (nostro e del Polo) alla tiepida e inefficace adesione di Berlusconi all'accordo politico-elettorale che siamo riusciti a strappargli. Non ha fatto neanche una volta, neanche per sbaglio nell'intimo delle riunioni del Polo, un vero e proprio appello al voto per la Lista Sgarbi Pannella. Ha avuto paura e la paura e' sempre cattiva consigliera. Ha abbandonato per strada il "Grande Partito

Liberale di Massa", ha virato al cristiano-integralista, ha abbandonato il Presidenzialismo, non ha piu' accennato al turno unico. Fu cosi' che i nostri voti sono confluiti sui candidati del Polo mentre gli elettori del Polo (a parte i pochi che ascoltano Radio Radicale) non ci hanno votato. Se Berlusconi avesse fatto un vero e proprio appello al voto per le nostre Liste, spiegando e pubblicizzando l'accordo firmato, sono persuasa che avremmo ottenuto i voti necessari per avere dei nostri rappresentanti al Parlamento, e con quei voti e quei seggi in piu' (di questo sono ancora piu' convinta) il Polo avrebbe vinto le elezioni.

Dunque se Berlusconi avesse fatto l'appello al voto e il Polo (con noi) avesse vinto, quanti di noi avrebbero parlato di errori della Lista? Penso nessuno. Trovo inutile stracciarci le vesti invece di prendere atto del cambiamento di rotta di Berlusconi: aveva gia' deciso il compromesso con la sinistra durante la campagna elettorale, e la scelta dell'"inciuccio" in atto ci fa capire che non ha cambiato idea.

 
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