EPOCA: On. Segni, proprio lei è stato il principale promotore della nuova legge elettorale. Adesso descrive una situazione al limite dell'ingovernabilità. La sua sembra quasi un'autocritica...
SEGNI: No. Se avessimo continuato a votare con la proporzionale saremmo nel caos più assoluto. Con questo non voglio dire che la legge così com'è vada bene. Le anticipo fin d'ora che, se la Corte costituzionale lo giudicherà ammissibile, la prossima primavera voterò a favore del referendum radicale che propone di abolire la quota di recupero proporzionale del 25 per cento. Aggiungo che un grande risultato, sulla strada del rinnovamento istituzionale, lo abbiamo raggiunto, ottenendo l'elezione diretta dei sindaci. Insomma, la strategia era giusta, i risultati conseguiti sono insufficienti. Ho semmai qualche rimprovero da farmi sul piano della tattica.