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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Rinascimento - 21 maggio 1996
PIETRO VENEZIA: "SPERO DI NON FINIRE SU SEDIA ELETTRICA" =
(AGI) - Roma, 21 mag. - "A lei, signor ministro, chiedo una

parola di considerazione per la sorte di un cittadino italiano

che chiede solo di non essere estradato e quindi giudicato da un

Paese che prevede la pena di morte per omicidio". E' quanto

scrive Pietro Venezia dal carcere di Rebibbia al neo ministro

di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick. Il contenuto della

lettera e' stato reso noto dai parlamentari Giovanna Melandri,

Antonio Soda e dal segretario dell'associazione "Nessuno tocchi

Caino", Sergio D'Elia e da Carmen Bertolazzi dell'Arci-Ora

d'aria all'uscita dell'istituto di pena romano, dopo un incontro

con il detenuto.

"L'Italia ha abolito la pena di morte, lo dice la

Costituzione, l'Italia e' un Paese garantista - prosegue

Venezia - lei pure signor ministro e' stato protagonista sempre

di battaglie garantiste. Non mi abbandoni, non mi abbandonate,

la mia vita e' ormai poca cosa, ma io spero ancora di non dover

finire sulla sedia elettrica".

"Al ministro Flick - dice Giovanna Melandri - chiediamo una

presa di posizione netta per revocare la decisione assunta

dall'ex presidente del Consiglio Dini, nella sua qualita' di

ministro ad interim della Giustizia, di estradare Pietro Venezia

nello Stato della Florida. Voglio anche ricordare - prosegue -

che pochi giorni dopo la decisione di Dini, i due rami del

Parlamento si erano espressi chiaramente in modo contrario

all'estradizione di un cittadino italiano verso uno Stato dove

vige la pena di morte. Oggi il Governo Prodi e il ministro della

Giustizia devono tener conto di questo orientamento". (AGI)

Sma/Lam/Zer SEGUE

211828 MAG 96

PIETRO VENEZIA: "SPERO DI NON FINIRE SU SEDIA ELETTRICA" (2) =

(AGI) - Roma, 21 mag. - "I tempi sono strettissimi" - afferma

Sergio D'Elia - "ricordo che il 28 maggio, la Corte

costituzionale dovra' decidere se si dovra' dar corso

all'estradizione o se il detenuto potra' restare in Italia a

scontare la pena per il reato commesso".

Come si ricordera' Pietro Venezia, proprietario di un

ristorante in Florida, e' accusato di aver ucciso un impiegato

del fisco americano. Per un omicidio di primo grado come il suo,

aggravato dalla fuga e da altre circostanze, la pena di morte e'

certa negli Stati Uniti.

L'azione immediata degli abolizionisti e due ricorsi dei

difensori hanno trovato ascolto presso la Commissione europea

dei diritti umani e presso il Tribunale amministrativo del

Lazio. Entrambi chiedono al Governo italiano di sospendere

l'estradizione. Non esistono infatti le garanzie che una volta

in Florida Pietro Venezia non venga condannato a morte. "E

l'Italia, che ha abolito totalmente la pena di morte, -

sottolinea Giovanna Melandri - forse non ha il diritto di dare

un suo cittadino nelle mani di chi la pratica. In gioco sono la

credibilita' dell'impegno preso dal Governo degli Stati Uniti,

ma anche la legittimita' dello stesso trattato di estradizione

fra Italia e Usa. Su questo, innanzitutto, si dovra' pronunciare

la Corte costituzionale". (AGI)

Sma/Lam/Zer

211833 MAG 96

 
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