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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Rinascimento - 22 maggio 1996
L'OPINIONE 22 MAGGIO 1996

Abbiamo rivolto alcune domande a molti protagonisti di quello che è stato il Partito radicale sino al 1988, quando fu superata la sua forma di partito nazionale ed elettorale. Un viaggio che non vuole essere un retrospettivo. Ecco i quesiti: 1)Partito Radicale, un partito da aiutare o da reinventare? 2)I radicali hanno retto l'impatto con il maggioritario, del quale sono stati i promotori? 3)Come è possibile salvare il patrimonio delle battaglie radicali? 4) esiste ancora l'Italia laica? 5)Virtù e limiti della politica di Pannella, dal superamento del Pr alla Lista Pannella?

IGNAZIO MARCOZZI ROZZI: ANDARE ANCORA AVANTI

Ci sono caratteri indelebili rispetto alle cronache politiche di questi decenni.

Sono il partito radicale ed i suoi ottimi derivati (Partito Radicale transnazionale, club Pannella - Movimento Riformatori, Co.Ra. - antiproibizionisti sulle droghe, Nessuno Tocchi Caino - abolizionisti della pena di morte, solo per citarne alcuni dell'oggi non dimenticando quelli di ieri Lega Italiana per il divorzio, movimento per la legalizzazione e regolamentazione dell'aborto, il Fori-movimento per i diritti degli omosessuali, il movimento per l'obiezione di coscienza, ricordando che, questi, vinta la loro sfida politico-culturale, si sono biodegradati) "scaduti" alla data della "Mattarella-Tatarella" e quindi non più assaporabili dagli italiani? Nonostante il pessimo risultato elettorale non penso proprio. Questi i motivi. 1)Il metodo di lotta non violento 2)la biodegradabilità 3)il partito come veicolo di iniziativa politica su cui salire e scendere in qualsiasi momento senza drammoni-scissioni-tradimenti-abiure, 4)la sua democraticità statutaria ed il suo trasparente finanziamento, 5)l'adesione profo

ndamente sentita come individuale e volendolo solo parziale, sì ogni singolo tema, 6)l'accesso alla vita ed alle cariche di partito e di movimento a bassissima soglia di ingresso, 7)l'alleanza specifica e a termine con chiunque condivide l'obiettivo politico individuato, purché agito sul terreno della nonviolenza, 8)Ed ancora: perché i radicali, in questi decenni hanno posto al centro della loro azione i temi politico economici dei diritti civili? Perché non direttamente i "temi strutturali" economici: salario, lavoro, sviluppo? Essi, per rispondere al secondo quesito, hanno dimostrato come, attraverso questa prospettiva dei diritti civili potevano essere, e lo sono state, proposte e realizzare direttamente "dal paese" cioè dai cittadini propositori e dai votanti dei referendum, grandi riforme economico strutturali come riduzione dei danni socio sanitari alla comunità ed alla riduzione dei costi umani nei consumatori. Come grande tema attuale di politica internazionale con ovvi enormi risvolti nella economia

planetaria. Perché il carattere di lotta politica dei radicali e dei suoi derivati è stata ed è pragmatico-trasversale? In primis perché non irretita nelle maglie delle ideologie totalizzanti del Novecento: marxismo, nazionalismo, integralismo, e poi per necessità di minoranza, grande intuizione di Pannella, certificata ed esaltata tra gli altri da Altiero Spinelli, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia. Necessità pragmatico trasversale che i "laici e libertari" radicali dovevano avere per poter affermare e vincere battaglie politico culturali, più che tendere ad avere impossibili grandi successi elettorali. Trovandosi essi ad agire, in una Italia dove una grande sotterranea paura della guerra civile dava vita alla cristallizzazione per quarant'anni di partiti cattolico, comunista, neofascista. Scena riflessa e paretica di quella stessa paura, se pure esorcizzata con le meschine e consolatorie macchiettature alla Guareschi ed alla Sordi. Poiché, dicevo, il recinto innalzato nelle coscienze degli italiani

all'attribuzione del proprio voto, sia esso voto dato per necessità ideologica (in positivo - per il Cattolicesimo, per il Comunismo, per la Patria o in negativo: voto Antifascista, voto Anticomunista) sia esso dato per necessità materiale (clientelismo, nepotismo, appartenenza, carrierismo, affarismo), era altissimo, l'unica possibilità di fare varco nel ragionare degli italiani erano e sono ancora, i referendum e le battaglie trasversali. Di questo posizionamento e dei grandi frutti dati al paese bisogna ringraziare l'ossessiva genialità di Marco Pannella. Quali grandi passi avanti sono stati garantiti al paese dagli altri liberal-democratici e social-democratici? Dalle varie "barbe-papà" del paese per intendersi. Il vetero statuto dei lavoratori? L'obbligo scolastico in una scuola a pezzi? Il diritto allo studio senza programmazione e selezione divenuto parcheggio e frustrante abbandono universitario? La cassa integrazione truffaldina invece della indennità di disoccupazione? La partitocratizzazione di tu

tti i più reconditi angoli del pubblico e dello Stato? La sanità pubblica degradata da clientelismo bianco, rosso e rosa, affondata dalla burocrazia, svaligiata dal privato-parassitario (personale a mezzadria tra università, ospedali e cliniche private, doppi, tripli, quadrupli ruoli, inamovibilità e concorsi truccati) invece di una salutare concorrenza tra un pubblico ed un privato nettamente separati? Si potrebbe continuare con esempi infiniti di quella che è stata, da parte dei partiti dell'arco costituzionale Demitiano, dei partiti del compromesso Berlingueriano, dei governi e delle leggi delle emergenze Cossighiano la penetrante istigazione pluri decennale agli italiani a fare, invece che i cittadini, i "furbi", per necessità o convenienza comunque sempre, in ogni rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, con la ricerca ossessiva del santo in paradiso, dello sponsor, della scucitura, della maniglia da oliare, delle porte aperte, del riconoscimento al partito, con viscidità democristiana, volga

rità socialista, altezzosità comunista. In questo disastro da due milioni di miliardi di debito pubblico, il partito radicale ed il suo fondante sono stati un esaltante luogo di pulizia, di lealtà, di intersezione d'idee, di critica e di progetti per l'Italia, per l'Europa, per il mondo. Ma si dirà "cala Trinchetto"!!! Mi spiego con tre esempi: 1)Quanto importante è stato per l'Italia degli ultimi decenni l'identificare e il definire la degenerazione, oggi a tutti finalmente chiara seppur non risolta, della partitocrazia e del consociativismo, del finanziamento pubblico legale ed illegale dei partiti. Questo è uno dei meriti interni dei radicali e di Marco Pannella. 2)Quanto importante per l'Europa ed il mondo che nel paese più cattolico e sede del Vaticano si sia affermato il "diritto e la responsabilità", vincendo anche con il voto di cattolici: l'integralismo, l'intolleranza, l'intromissione delle gerarchi ' vita dello stato, sui temi del divorzio, della sessualità, di come affrontare le p

iaghe sociali dell'aborto e della droga con tre successive vittorie referendarie. 3)In questi giorni è in corso il primo processo per i crimini di guerra nella ex-Jugoslavia. Quel tribunale è stato pensato, progettato ed offerto alla comunità internazionale per Jugoslavia e Ruanda dal partito radicale transnazionale, a pochissimi è dato di saperlo. Una opzione della diplomazia italiana sulla moratoria della pena di morte entro il 2000, partita da Nessuno Tocchi Caino ha impegnato le Nazioni Unite ad un forte dibattito fra i Paesi membri con votazione finale che ha determinato un netto miglioramento delle posizioni dei sempre più numerosi stati abolizionisti. Si potrebbe continuare, ma tornando al Pr ed ai suoi derivati, essi, a me, paiono essere come una grande "bottega" dell'arte della politica, come quelle del '500, '600 e '700 lo sono state nella pittura, con un geniale artista "capomastro", in questo caso maestro di lungimiranza, di concretezza e fantasia politica, di senso storico e spirito democratico

. Cosa altro sono i Pierferdinando e i Walterini per parlare solo dei migliori delle "nuove leve"? Che fare? Andare avanti così finché c'è Pannella, ad occhi aperti ed aguzzando l'ingegno, senza tante preoccupazioni parlamentari. Non è possibile trasferire la bottega rinascimentale a Mirafiori e si abbia la consapevolezza che , anche se i prodotti non sono "in serie", prima o poi, straordinari come sono, vengono apprezzati da tutti. Non avremo il quorum, ma i marciapiedi chi ce li leva? potremo essere in futuro ancora più la "lobby" dei cittadini del "do it yourself" referendario.

VINCENZO DONVITO: AL PASSO DEL MARCO CHE INCALZA PREPOTENTE

1) Il Partito radicale che è stato non c'è più ed è da ricordare con molta attenzione. Non c'è stata battaglia civica e civile, dalla fine degli anni 60 fino al 1989, che non sia stata vissuta e vinta grazie al contributo di quel manipolo di credenti laici guidati da Marco Pannella. Una scuola d'azione che, attraverso i referendum, ha coinvolto tutti i cittadini e che ha fatto capire, anche a chi aveva gli occhi bendati dall'ideologia delle chiese dominanti e non, che esisteva un modo di essere e di fare politica che, andando alla radice dello Stato e dei sentimenti umani, poteva realmente modificare i rapporti incancreniti dei cittadini con la politica. Una scuola di metodo su cui c'è solo da ritornarci sopra per coglierne aspetti che all'epoca apparivano secondari, ma che, con la serenità della lettura a posteriori, sono premonitori e determinanti per la nuova Italia che cerca di uscire da Tangentopoli.

2 - Se per radicali si intendono i riformatori organizzati nei club Pannella non si può parlare di impatto col maggioritario, per il semplice fatto che di maggioritario - stante le attuali leggi sia per le elezioni politiche che per quelle amministrative - è difficile parlarne. Sicuramente i riformatori dei Club Pannella hanno avuto un insuccesso nelle ultime elezioni politiche, ma non credo perchè non preparati o senza argomentazioni in grado di reggere un confronto netto come il maggioritario presume, ma perchè hanno sottovalutato la forza devastante che il parziale maggioritario ha in un Paese ancora legato alle chiese di appartenenza ideologica o presunta tale - basti ricordare che Lamberto Dini ha ottenuto il 65% dei voti in un collegio fiorentino dove i rifondatori comunisti dicevano di non votarlo mentre si passavano gli ordini di sezione per fare esattamente il contrario...

Per capire se i riformatori eredi dei radicali siano in grado di reggere l'impatto col maggioritario bisogna che ci siano le condizioni di un confronto netto, dove le parti in gara si distinguano bene fin dall'inizio, e dove non si debba ad ogni pie' sospinto cercare di ricucire rapporti con alleati che cercano sempre il compromesso trasformista con l'avversario.

3 - Il patrimonio delle battaglie radicali si può salvare cercando di portare a compimento un percorso solo intrapreso e ancora molto indietro per potersi dire compiuto. Un solo esempio che chiarisce la difficoltà: il referendum sull'aborto su cui di recente sono state consegnate in Cassazione più di 500 mila firme. L'opposizione di chi per anni - Pci-Pds e dintorni - si è detto favorevole all'autodeterminazione della donna in materia, è lo specchio di un modo "caciaro" e falso di concepire la politica delle libertà e dei diritti dei cittadini, che da solo fa intendere tutto. Mai una volta, dico una volta, le donne (soprattutto loro) e gli uomini di quest'area hanno voluto ragionare serenamente in materia: menzogna ("volete rimandare le donne dai praticoni e dalle mammane") e ottusità ("la donna non sa che farsene della libertà di dare i soldi ad un medico privato") hanno fatto da padrone in questo scenario.

4 - I laici hanno cessato di essere tali nel momento in cui hanno abrogato dal loro patrimonio politico e culturale la componente anticlericale. E infatti un'Italia laica non esiste da molto tempo. Le controfigure del laicismo, interpretate dai partitini che a turno si sono alternati nei vari governi della Dc, hanno contribuito a ridare alla parola "laico" il significato che gli danno le autorità religiose (non togato). Solo i radicali prima, e i riformatori oggi, con le iniziative che tendono a ridare allo Stato e al cittadino una funzione centrale e separata rispetto a qualunque religione, sono stati capaci di interpretare ciò che abitualmente si intendeva per laico. Ma oggi, tutto ciò non ha più senso. Alla parola laico va sostituita quella di anticlericale, l'unica in grado di esprimere una reale volontà di separazione fra Stato e Chiesa.

5 - Marco Pannella è stato il Partito Radicale, così come oggi è il Movimento dei Club Pannella. Le sue virtù sono scritte nella storia dei diritti civili di questo Paese, come in quella di molti altri Paesi. Non solo, ma ci sono cose che nessun avversario politico gli può disconoscere: l'onestà in tutti i sensi, la coerenza, la perseveranza. Tutte qualità che sono divenute prerogative anche della sua politica. La personificazione, la fusione di pubblico e privato, il vivere sul proprio corpo qualunque iniziativa, lo fanno diventare un punto di riferimento per chiunque abbia intenzione di trovare una strada per la costruzione di uno Stato e una società liberale e libertaria. Ma Pannella per far questo non ha mai voluto prendere in considerazione il fatto che qualcuno potesse essere diverso e meno capace di lui. Ciò che lui può fare corrisponde a ciò che chiunque altro possa fare. Il suo rapporto con la vita e la politica lo estende senza esitazioni a chiunque condivida anche un chilometro del suo percorso. E

d è questa la ragione per cui, intorno a sé, non è ancora riuscito a creare un gruppo stabile in grado di affrontare le difficili scommesse che lo caratterizzano. Pannella ti consuma. Se gli dai un dito, alla fine ti convince che è giusto che tu gli dia tutto il corpo...e lo fai con convinzione. Ed è per questo che chi come me ha deciso di condividere il suo percorso già da più di venti anni, riesce a stragli dietro stimandolo come un cugino più capace, ma mai come un fratello maggiore o un padre.

 
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