Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
ven 28 feb. 2025
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Movimento club Pannella
Baiocchi Lidia - 24 maggio 1996
Un partito liberale
Un partito liberale aperto a tutti, in cui tutte le cariche siano elettive,

ci pone problemi nuovi:

a - chi determina la linea politica

b - quale è il ruolo della segreteria e della presidenza

c - quale è il ruolo del leader carismatico

d - significato di opposizione interna

- aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa -

Siamo abituati, in Italia -non stò parlando di noi anche se vorrei che

fra di noi se ne parlasse-, a che la linea politica sia appannaggio della

segreteria e gli eletti di quel partito si adeguino alle direttive centrali.

Proviamo ad invertire i termini: la linea politica viene determinata dagli

eletti. Mi dirai che è come dire che nella passata legislatura la linea

politica del nostro movimento avrebbe dovuto essere prodotta dalla sen.

Scopelliti. Ovviamente c'è qualche cosa che non va, ma l'errore ritengo non

è nell'enunciato quanto nella nostra modalità di scelta dei candidati.

A questo proposito ho sentito a Radio Radicale sia Taradash che Contestabile

parlare del necessario congresso di Forza Italia. Chi ha diritto a

partecipare al congresso? E dico io chi è che decide chi ha diritto a

partecipare al Congresso? Anche loro hanno il problema di un leader e di

un Congresso (che per il momento non c'è e per quanto ne so non c'è neppure

uno statuto).

Nell'ottica di un bipartitismo con due o tre grossi partiti con obiettivi

diversi "più tasse e più stato sociale", "meno tasse e meno stato sociale"

e il terzo a favore dell'abolizione delle religioni, partiti aperti a tutti

e quindi con un numero di votanti intorno ai 15 o più milioni di voti chi

decide la linea politica? Una segreteria di 30 persone. O gli eletti ai

vari livelli, parlamento, comuni, regioni e via così.

Mi dirai che noi siamo un piccolo partito che non c'entra nulla con tutto ciò.

Non è vero, abbiamo speso gli ultimi due anni a cercare di costituire

il partito democratico, l'unione federalista dei riformatori, federarci

con Forza Italia ed abbiamo sempre fallito. Una delle ragioni del fallimento

ci è stata comunicata tranquillamente dal Dr. Giovine dei Federalisti di

Miglio: " non si prepara un progetto federalista e poi lo si impone"

Prodi ha appena detto "se sbagliamo l'esperimento lo rifacciamo". Così

abbaimo fatto noi. C'è anche chi dice che bisogna imparare dai propri errori.

E con questo non intendo che dobbiamo svendere le nostre idee, ma trovo

originale che siamo proprio noi a seppellirle.

--- MMMR v4.00reg

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail