Un partito liberale aperto a tutti, in cui tutte le cariche siano elettive,ci pone problemi nuovi:
a - chi determina la linea politica
b - quale è il ruolo della segreteria e della presidenza
c - quale è il ruolo del leader carismatico
d - significato di opposizione interna
- aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa -
Siamo abituati, in Italia -non stò parlando di noi anche se vorrei che
fra di noi se ne parlasse-, a che la linea politica sia appannaggio della
segreteria e gli eletti di quel partito si adeguino alle direttive centrali.
Proviamo ad invertire i termini: la linea politica viene determinata dagli
eletti. Mi dirai che è come dire che nella passata legislatura la linea
politica del nostro movimento avrebbe dovuto essere prodotta dalla sen.
Scopelliti. Ovviamente c'è qualche cosa che non va, ma l'errore ritengo non
è nell'enunciato quanto nella nostra modalità di scelta dei candidati.
A questo proposito ho sentito a Radio Radicale sia Taradash che Contestabile
parlare del necessario congresso di Forza Italia. Chi ha diritto a
partecipare al congresso? E dico io chi è che decide chi ha diritto a
partecipare al Congresso? Anche loro hanno il problema di un leader e di
un Congresso (che per il momento non c'è e per quanto ne so non c'è neppure
uno statuto).
Nell'ottica di un bipartitismo con due o tre grossi partiti con obiettivi
diversi "più tasse e più stato sociale", "meno tasse e meno stato sociale"
e il terzo a favore dell'abolizione delle religioni, partiti aperti a tutti
e quindi con un numero di votanti intorno ai 15 o più milioni di voti chi
decide la linea politica? Una segreteria di 30 persone. O gli eletti ai
vari livelli, parlamento, comuni, regioni e via così.
Mi dirai che noi siamo un piccolo partito che non c'entra nulla con tutto ciò.
Non è vero, abbiamo speso gli ultimi due anni a cercare di costituire
il partito democratico, l'unione federalista dei riformatori, federarci
con Forza Italia ed abbiamo sempre fallito. Una delle ragioni del fallimento
ci è stata comunicata tranquillamente dal Dr. Giovine dei Federalisti di
Miglio: " non si prepara un progetto federalista e poi lo si impone"
Prodi ha appena detto "se sbagliamo l'esperimento lo rifacciamo". Così
abbaimo fatto noi. C'è anche chi dice che bisogna imparare dai propri errori.
E con questo non intendo che dobbiamo svendere le nostre idee, ma trovo
originale che siamo proprio noi a seppellirle.
--- MMMR v4.00reg