Dichiarazione di Marco Pannella: Roma, 3 novembre 1996
"Ormai sembrerebbe proprio che 'quasi' tutti perseguano l'ideale della ... abolizione della proporzionale. E lo professano in grandi interviste con i grandi direttori dei grandi giornali che scelgono di fare grandi titoli proprio su questo ... Ideale. Il 'quasi' in rivolta, i 'quasi' contrari non sarebbero che il solito triangolo conservatore e restauratore del regime: Bertinotti, Bianco e Ripa di Meana. La verità è un'altra: Dalem-Oni tacciono ... soprattutto Oni. Palo Mieli spara il Prodi 'inglese' con il piombo di un'intera pagina; ma si riserva di sparare il solito Sartori come mentore delle posizioni del suo giornale. Meno spazio dà a Fini, anzi il suo annuncio dell'appoggio di AN ai referendum di Pannella viene pressoché occultato. Lo stesso Fini ha di recente dichiarato che tale appoggio è ovviamente condizionato dalla convalida della Consulta ai referendum elettorali richiesti. E qui casca l'asino. La Corte Costituzionale deciderà sicurissimamente in base ad interessi e convenienze di fazione, p
iù che mai (sicché se v'è riforma costituzionale da tentare è innanzitutto l'abolizione di questa Suprema Cupola dell'anticostituzionalità e del regime).
Proprio per questo Dalem-Oni, Fini, Cossiga, Segni e altri rincalzi se si limitano a sommessamente dichiarare invece che duramente difendere Costituzione e diritti perché i referendum elettorali non vengano rapinati con un ennesimo colpo di Stato, continueranno in realtà a dire Sì per ottenere No. Più dell'80% degli elettori italiani è pronto a darci ragione e a votare, conoscendolo l'intero progetto referendario e in particolare la riforma elettorale. Come ormai da oltre vent'anni si tratta di impedire che per battere noi e impedire il nostro governo della riforma e dell'alternativa, si usi di nuovo la violenza. Su questo siamo mobilitati soli, a causa in primo luogo della viltà di operatori di Giustizia, di imprenditori, di politici, intellettuali e giornalisti, in particolare di quelli che si proclamano o proclamavano liberali, anche liberisti e persino libertari".