numeri e valutazioniFaccio il riepilogo di quest'ultimo week-end. Alcuni dati sono gia' stato segnalati in questa conferenza, ma preferisco riportarli nuovamente, perche' si tratta di iniziative concepite come un blocco unico, dove talvolta c'ee' stat anche la migrazione di persone da una parte all'altra. Dopo i numeri la valutazione.
venerdi' 1 novembre
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Firenze, via Calzaioli, 17-19,30: firme 168, contributi lit.129.000
sabato 2 novembre
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iniziativa di disobbedienza civile
- Firenze, via Calzaioli, dalle 14,30 alle 19,30: firme 264, contributi lit.246.000
- Arezzo, nell'ambito dello stand regionale allestito per la Fiera dell'Antiquariato in corso Italia, dalle 15 alle 19,30: firme 120, contributi lit.167.000
- Pisa, corso Italia, dalle 15 alle 17: firme72, contributi lit.60.000
domenica 3 novembre
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- Firenze, via Calzaioli dalle 16,30 alle 19: firme 107, contributi lit.91.000
- Arezzo, stand regionale nell'ambito della Fiera dell'Antiquariato in corso Italia, dalle 10,30 alle 19,30: firme 265, contributi lit.380.000
valutazioni
Interne.
La nostra carenza organizzativa -oltre ai ben noti problemi di poca militanza- e' la maggiore responsabile di successi che potevano essere marcati, ma che sono stati fievoli. Le pecche: poca pubblicizzazione dell'iniziativa (oggettivmente anche perche' incastonata in un ponte festivo), e tavoli poco visibili (in particolare alla Fiera di Arezzo), a cui si potrebbe ovviare con una numerosa presenza ai tavoli (compagni che fermano i passanti), ma siccome non e' cosi', si deve ovviare con marchingegni di visibilita' che si tratta solo di mettere in pratica.
La nostra forza sta nel fatto che il nucleo di temerari che siamo, si sta consolidando e armonizzando sempre piu', e questo lo sta vivendo non come il gruppo chiuso che si fortifica al suo interno e si autoglorifica, ma come un gruppo di elaborazione e di messa in opera alla continua e costante ricerca della verifica da parte dell'interlocutore: ragion per cui siano coscienti di non stare a girare a vuoto o a fare opera di testimonianza (da cui i famosi tavoli-stanchi, con quelli che ci vanno solo perche' non ti sanno dire di no al telefono), ma ogni volta siamo a fare inizaitiva politica con obiettivi precisi, mediati e finalizzati ad una scadenza; ogni volta che dall'elaborazione passiamo alla verifica e' una grande e impegnativa manifestazione. In questo sono molto importanti le valutazioni che ogni volta ne traiamo, le mancanze, le correzioni e le migliorie ..... ma ancora siamo al paragrafo "la nostra carenza".
Esterne.
Se i cittadini non ci considerassero, non firmassero le nostre petizioni, non ci dessero una lira .... potremmo rimettere in discussione tutto. Ma non e' cosi'. E' vero giusto il contrario. Il problema e' solo della nostra inadeguatezza. L'attenzione e' sempre piu' alta e sempre piu' partecipativa. Le iniziative che facevamo subito dopo la campagna elettorale, molto spesso erano turbate da chi ci apostrofava come venduti, canaglie e altre amenita' del patrimonio culturale, politico e lessicale della sinsitra di osservanza trasformista. Queste osservazioni sono sempre andate scemando: la nostra costante e precisa presenza, una valutazione delle battaglie piu' pacata e piu' attenta anche grazie agli sfasci in atto del governo della coalizione dell'Ulivo, ne sono certamente causa; ma non e' secondaria la tenacia e l'inamovibile coerenza (invisibile ormai solo agli spacciatori di politica e di droghe) del nostro pensiero e della nostra azione.
Quindi mezzi inadeguati rispetto agli obiettivi. La stessa valutazione, dai tavoli/manifestazione toscani, si puo' portare anche a largo dei Lombardi, e il dibattito, i suggerimenti potrbbero fioccare.