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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Rinascimento - 9 novembre 1996
Ieri sera Marco Pannella è intervenuto, telefonicamente, dopo insistenze varie e con difficoltà immaginabili, alla trasmissione di Sandro Curzi 'I grandi processi' che trattava la vicenda del caso Braibanti.

Il Tempo di oggi a pagina 17 (spettacoli) ricostruisce in modo obiettivo le ragioni di Pannella e la posizione di Curzi.

PANNELLA, CURZI STALINISTA E FALSIFICATORE

Gli stali di Marco e di Peppino Loteta perché non invitati al dibattito dei "Grandi Processi" sul caso Braibanti

Ancora una volta i Radicali esclusi da questioni di cui sono stati ispiratori.

Strali contro Sandro Curzi. Marco Pannella e Peppino Loteta hanno fermamente protestato per non essere stati invitati al dibattito che si è tenuto ieri sera nel corso della puntata dei "Grandi processi" andato in onda su Raiuno, dedicata al caso Braibanti. "Senza di noi - dicono Pannella e Loteta, che al tempo dei fatti era responsabile di "Agenzia radicale" su cui comparvero i primi articoli dell'esponente radicale - il processo Braibanti non si sarebbe mai trasformato nel "Caso Braibanti" che portò anni dopo alla cancellazione del reato di plagio. Curzi è riuscito nell'impresa di non chiedere a nessuno di noi neanche un po' di documentazione. Ancora una volta - ha aggiunto Marco Pannella - i radicali attraverso un processo di falsificazione storica, vengono esclusi da dibattiti su questioni di cui sono stati gli ispiratori, come già per Enzo Tortora o Pier Paolo Pasolini."

Marco Pannella che ha definito Sandro Curzi "stalinista" e "falsificatore" ha ricordato anche che all'epoca dei fatti "furono in pochi a prendere posizione: gli stessi Moravia e Pasolini ci espressero il loro appoggio, ci offrirono anche sostegno economico, ma ci dissero che non potevano permettersi di venire allo scoperto". Loteta ha spiegato di aver contattato Curzi, il quale gli ha chiesto di mandare un fax con la documentazione dei fatti che li riguardano, compreso il processo per calunnia che Pannella e Loteta subirono nel 1972 a causa degli articoli scritti sul caso Braibanti. "Ho mandato il mio fax - ha detto Loteta - ma da Curzi non ho più saputo nulla. All'epoca del nostro processo il trafiletto più breve fu proprio quello dell'Unità: sarà stato per le stesse ragioni che Curzi non ci ha convocato in studio?". Sandro Curzi a sua volta nella giornata di ieri si è detto sorpreso: "Il lavoro svolto dai radicali non è stato ignorato: se ne parlerà in trasmissione. E anzi mi impegno proprio ora a cercare

Loteta e ad invitarlo in trasmissione. A Pannella invece che ha usato toni scioccamente aggressivi, mando a dire che se è vero che io come tutta la sinistra, abbiamo dovuto maturare su certe questioni, forse è il caso che oggi maturi anche lui. Parlare di certi temi in prima serata su Raiuno, non è una cosa da poco, peccato che Pannella non lo capisca". Curzi ha ammesso che "all'epoca sul caso Braibanti ci fu un ritardo della sinistra e che Pannella fu tra i primi a capire. Diremo tutto, anche questo. Personalmente però, e posso documentarlo, mi schierai con Pasolini e Moravia". Intanto è potuta andare in onda ieri sera nell'ambito del programma "I Grandi processi", il filmato sul caso Braibanti con la condizione di omettere il nome di uno dei protagonisti che aveva fatto ricorso al magistrato per bloccare la trasmissione e con i tagli richiesti ad alcune scene. E' stata questa la decisione presa ieri mattina dal giudice della prima sezione civile Franco Mangano in accoglimento delle istanze dell'avvocato F

abrizio Berliri, che aveva presentato ricorso in via d'urgenza per ottenere appunto che la rievocazione del caso non si trasformasse in un danno per coloro che furono "vittime" di Aldo Braibanti. In seguito al provvedimento del magistrato, l'avvocato Berliri ha provveduto immediatamente a fare una diffida alla rai sottolinenando in particolare l'opportunità a scanso di altre ulteriori questioni giudiziarie, che il nome dei protagonisti ricorrenti e che hanno visto accogliere le loro istanze, non vengano neppure fatti nel successivo dibattito che fa seguito alla proiezioni del filmato.

 
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