Comunicato del Comitato promotore dei referendum sulla giustizia
Roma, 18 maggio '97
I Comitati referendari decideranno entro 3 giorni se intraprendere o meno la nuova campagna referendaria e dovranno decidere se tra i nuovi referendum ve ne saranno alcuni sulla giustizia.
Così come la scelta se impegnarsi o meno sui referendum "liberisti" è subordinata all'appoggio degli ambienti economici, in primo luogo di Confindustria, anche rispetto ai referendum sulla giustizia, i Comitati referendari sono disposti ad impegnarsi solo a condizione che dal mondo forense giungano subito un convinto sostegno e risorse adeguate.
Il Movimento referendario, dinanzi allo sfascio inarrestabile della giustizia e ad allo stravolgimento continuo dello stato del diritto, è come al solito pronto ad offrire al paese una speranza concreta di cambiamento e ad impegnarsi su referendum che riguardano questioni vitali, ma questa volta è anche prontissimo a non fare i referendum, ove non giunga esplicita e convinta richiesta da parte del mondo dell'Avvocatura, delle organizzazioni forensi, dei giuristi, delle vittime delle giustizia, di tutti coloro che da sempre invocano riforme serie della giustizia.
I nuovi quesiti referendari previsti in tema di giustizia riguardano:
CSM (modifica del sistema elettorale da proporzionale in maggioritario);
Separazione delle carriere;
Responsabilità civile dei magistrati;
Termini ordinatori (eliminazione della distinzione tra termini ordinatori e perentori);
Custodia cautelare (riduzione dei termini);
41bis (eliminazione).
E' ancora possibile sperare che gli avvocati trovino il coraggio e la forza necessaria ad impegnarsi con convinzioni su questi temi e appoggino la nuova campagna referendaria, o forse l'Avvocatura italiana non si è accorta che tra sterili agitazioni ed incapacità di proporre concreti cambiamenti, si va configurando sempre più come il rovescio della medaglia di questa Magistratura?