A proposito delle accuse rivolte al Sindaco Rutelli, e ai responsabili dell'ospedale Fatebenefratelli, che una interrogazione parlamentare vorrebbe colpevoli di non avere rispettato file e ordine, un paio di righe:
Avesse trascorso Rutelli o un Ministro, o chiunque rechi responsabilità amministrative o di governo ore a far la fila con il figlio nell'ambulatorio di un ospedale, è certo che qualcuno lo avrebbe accusato di preporre interessi privati e affettivi ai sacri doveri dell'incarico, e del servizio al popolo.
Ma questo fa parte del gioco, della politica; e rileva poco.
Rileva invece il riflesso etico, e pure estetico che reca qualcuno a gridare al privilegio.
Il problema e il punto non sono nel fatto che per godere di una prestazione sanitaria si ha da attendere se non in caso di pronto soccorso ore o giorni, o molti giorni.
No, prevale l'etica e la cultura del Platoon, della fila perché è la fila la dimensione obbligata e consona del cittadino, cui tutti devono adeguarsi. Per uguaglianza.
Non rileva che, per esempio, a Roma non vi è modo di fare una risonanza magnetica se non godendo della complicità di qualcuno che attesti mendacemente la necessità di un ricovero di qualche giorno; e di farlo pagare alla usl, e a giornate di lavoro gettate via. A meno di pagarsela, di pagare un milione per chi può permetterselo.
Sorprende, o preoccupa, quel riflesso culturale.
Conosco pochissime persone che si asterrebbero dal chiedere un favore del genere, se lo potessero. Il Sindaco è accusato di aver chiesto un favore. Se è vero ha interpretato la generale sensibilità. Sarebbe esattamente quel che i moralismi senza moralità vogliono faccia un Sindaco.
Roma, 21 maggio 1997