Vorrei invitare, umilmente, chi ha votato come me per questo governo e anche
chi si sente di sinistra e non lo ha votato, a riflettere sulla opportunita'
di andare a votare per i referendum.
Alcuni sostenitori del "no" fanno propaganda per l'astensione, come avvenne
nel '90.
Chi si batte per il "no", dovrebbe invitare a votare "no".
Nel '90 si cumolarono, di fatto, i voti delle persone non interessate ai
referendum con quelli dei non informati, con quelli dei contrari.
Il risultato e' stato, di fatto, una surrettizia vittoria dei "no", visto
che il quorum non e' stato raggiunto.
In un contesto di completa assenza di informazione, il rischio che vengano
affossati questi referendum ma, piu' in generale, l'istituto stesso del
referendum, e' altissimo. Dico questo pur essendo contrario ad un uso
"inflazionistico" e demagogico di questo strumento.
Il raggiungimento del quorum potrebbe essere anche una valida risposta al
provvedimento burletta col quale la commissione di vigilanza sulla RAI ha
proibito di partecipare alle tribune elettorali mascherati.
Non sono d'accordo con chi parla con troppa disinvoltura di fascismo o di
dittatura. Una cosa e' certa: atti come il documento della commissione RAI
o la legge che ha ripristinato il finanziamento pubblico dei partiti sono
perfettamente in linea coi tempi in cui governavano democristiani e socialisti.
Francesco