Da te volevo una smentita e l'ho avuta.Frequento il mondo virtuale da molti anni ormai e ho imparato a non fidarmi delle impressioni epidermiche che un testo puo' ispirarmi. E' per questa ragione che rileggo gli interventi che mi interessano con molta attenzione. I tuoi mi stimolano e mi piacciono. Ma mi lasciano a volte un po' perplessa, sopratutto quando giudichi in modo cosi' drastico chi non "agisce" abbastanza,
chi non milita abbastanza, chi non si ribella abbastanza e chi non si appassiona abbastanza. Abbastanza per te, ovviamente :-)
Ho sempre apprezzato e amato molto nei radicali il non emettere dei giudizi di merito sui compagni di lotta. Non credo che ci sia un solo modo di vivere la politica radicale, e non credo che il tuo modo di vivere la politica radicale sia in assoluto il migliore. Credo invece che ognuno deve sentirsi libero di militare come e quanto vuole.
Ho conosciuto troppi "militanti a tempo pieno" che, passata la passione del momento, si sono allontanati dal partito e sono spariti nel nulla.
Ci sono dei periodi che non ti appassionano come altri, ci sono delle tematiche che ti coinvolgono meno, ed e' forse questa la chiave di lettura di molte latitanze e di molta stanchezza dei compagni militanti.
Personalmente sono convinta che stiamo vivendo il periodo piu' buio e piu' insidioso della vita politica del nostro paese, e che ci troviamo spiazzati e impotenti. Sento quest'impotenza e ne subisco il contracolpo. Ma sono anche convinta che la nostra presenza sulla piazza politica e' essenziale e indispensabile. Sono dunque combattuta tra due certezze e questo mi paralizza ma non mi scoraggia.