Il Consiglio regionale del Piemonte,
visti:
- gli articoli 3 e 4 della Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo;
- la Convenzione europea dei Diritti dell'uomo e l'articolo 1 del VI Protocollo aggiuntivo a detta Convenzione entrato in vigore nel 1985;
- l'articolo 6 del Patto internazionale dei diritti civili e politici ed il II Protocollo aggiuntivo adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, entrato in vigore nel giugno 1991, dopo la decima ratifica;
- l'articolo 4 della Convenzione americana sui diritti dell'uomo;
- la Convenzione europea di estradizione del 1957;
- le risoluzioni ONU sulla pena di morte n.32/61 dell'8 dicembre 1977, n. 35/172 del 15 dicembre 1980, n. 1984/50 del 2 maggio 1984 e n. 39/118 del 14 dicembre 1984;
- l'articolo 27 della Costituzione italiana;
- la risoluzione del Parlamento europeo A3-0062/92 del 12.3.1992
rilevato che:
- la pena di morte è oggi ancora prevista negli ordinamenti giudiziari di 132 Stati della comunità internazionale su 181 (in 116 poer reati ordinari e in 16 per reati eccezionali) e che è ancora applicata in 96 paesi, ivi inclusi alcuni di democrazia politica;
- numerosi Paesi, anche a ordinamento democratico, applicano la pena di morte in circostanze escluse da convenzioni internazionali sui diritti umani (ad esempio, minore età o malattie mentali);
- nei Paesi non democratici la pena di morte è ancora molto spesso utilizzata per limitare alcune libertà fondamentali quali la libertà politica, religiosa, sessuale, di parola o di associazione, e quindi quale strumento repressivo di dissidenti o minoranze;
- in alcuni Paesi la pena di morte viene comminata in assenza di garanzie giuridiche e processuali;
ritiene:
che l'impegno ad operare per l'abolizione della pena di morte ovunque essa sia prevista e praticata, possa configurarsi come dovere legittimo;
chiede al Governo italiano:
- di operare per ottenere in sede ONU una delibera vincolante di moratoria generalizzata sulla pena di morte;
- di impostare la propria politica estera e in particolare la politica di accordi e cooperazione economica considerando il pieno rispetto dei diritti umani e l'abolizione della pena di morte come condizioni fondamentali di cui tenere conto;
impegna la Giunta regionale:
- ad operare in sede di relazioni internazionali proprie affinchè il rispetto dei diritti umani e l'abolizione della pena di morte sia condizione fondamentale per l'avvio di relazioni e scambi;
- a sviluppare rapporti di scambio culturale con gli Stati extracomunitari con i quali la Regione ha relazioni, che diffondano la conoscenza e la difesa dei diritti umani universalmente garantiti;
impegna l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale:
- ad avviare una campagna straordinaria di sensibilizzazione della popolazione piemontese, in particolare quella in età scolare, sul tema della difesa dei diritti umani e civili e contro la pena di morte nel mondo, anche in collaborazione con le associazioni nazionali ed internazionali di difesa dei diritti umani e contro la pena di morte;
invia il presente ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Parlamento europeo, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai Presienti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.