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Conferenza Pool antiproibizionista
Radio Radicale Roberto - 9 giugno 1992
CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

GRUPPO CONSILIARE ANTIPROIBIZIONISTA LAICO VERDE CIVICO

Alla Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte

Carla Spagnuolo

Palazzo Lascaris - Torino, 3 giugno 1992

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA ORALE

al Presidente della Giunta e all'Assessore alla Sanità

sull'incessante criminalizzazione non solo dei tossicodipendenti ma anche dei farmaci sostitutivi e sulle continue violazioni della libertà terapeutica dei medici

Premesso che:

- la stampa riporta la notizia dell'incriminazione (e della sospensione dal servizio) di tre medici di Cuorgnè che hanno prescritto confezioni di Temgesic ai tossicodipendenti della zona;

- il Temgesic è il nome commerciale della buprenorfina, analgesico di sintesi in grado di ridurre l'efficacia dell'azione dell'eroina: con somministrazione di 8-16 mg sono bloccati o attenuati gli effetti soggettivi della morfina iniettata in dosi fino a 120 mg; l'effetto antagonista persiste fino a 30 ore dopo l'ultima somministrazione (Jaffe & Martin 1990, "Narcotic, analgesic and antagonists");

- la buprenorfina è un farmaco "sostitutivo" (non una droga!): un dosaggio di 8 mg al giorno (40 compresse) riduce l'uso di eroina del 69-98%; un dosaggio di 4 mg del 45% (Mello & Mendelson 1990, "Buprenorphine suppresses heroin use by Heroin Addicts");

- la buprenorfina ha una specifica componente antidepressiva che è invece assente nel metadone; tale azione sarebbe molto utile per annullare lo stato depressivo che è molto frequente nei tossicodipendenti (Kosten 1990, "Depressive Symptons During Buprenorphine Treatment of Opioid Abusers");

- la buprenorfina determina uno stato di dipendenza; l'astinenza insorge con un certo ritardo (da due giorni e due settimane), persiste per una-due settimane ed è generalmente meno grave di quella da morfina (Jaffe & Martin, cit.);

- la buprenorfina non determina una dipendenza superiore a quella da eroina; sul piano della tossicità è un prodotto molto più sicuro di morfina ed eroina, con minimi rischi di depressione respiratoria; eppure la "dose media giornaliera" di buprenorfina è stata fissata a un livello (2 mg) nettamente inferiore a quelli segnalati da una vasta letteratura medica, mentre per morfina ed eroina corrisponde a livelli potenzialmente letali (rispettivamente 200 e 100 mg);

- l'unico farmaco sostitutivo che i SERT possono prescrivere è soggetto ad una progressiva marginalizzazione, complice il famigerato Decreto De Lorenzo 445/90: in tutta Italia si è passati dal 35% di tossicodipendenti in cura presso i servizi nel 1990 in terapia metadonica al 27% del 1991 (Relazione Jervolino 1991 e 1992); a Torino in due anni i trattamenti metadonici si sono addirittura dimezzati (dal 14,7% del 1989 al 7;2% del 1991); nel contempo si è registrato un aumento considerevole sia dei casi di tossicodipendenza sia dei casi di Aids;

si interroga il Presidente della Giunta e l'Assessore competente per sapere:

- se intende valutare un'esauriente valutazione sul problema dei farmaci sostitutivi che sappia coraggiosamente andare oltre il meccanico allineamento alle irragionevoli disposizioni proibizioniste in materia e sappia fornire agli operatori del settore elementi a difesa della loro libertà terapeutica, nonché della libertà dei cittadini tossicodipendenti di poter usufruire della più vasta gamma di alternative all'eroina "di strada" (non il farmaco da laboratorio ma l'eroina tagliata ogni volta in percentuali diverse, causa delle overdosi letali).

Enzo Cucco

 
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