CONFERENZA STAMPALA SITUAZIONE DELLE CARCERI PIEMONTESI E' A RISCHIO ALTISSIMO. PRIME
VALUTAZIONI DOPO LE VISITE EFFETTUATE DAL GRUPPO ANTIPROIBIZIONISTA NELLE
CARCERI DI BIELLA, SALUZZO, NOVARA, ALESSANDRIA, LE NUOVE E LE VALLETTE.
NUMEROSE LE MANIFESTAZIONI DI DISAGIO E PROTESTA, ANCORA SCONOSCIUTE ALLA
STAMPA.
DICHIARAZIONI DI MARCO TARADASH, DEPUTATO DELLA LISTA PANNELLA, ENZO CUCCO,
CONSIGLIERE REGIONALE ANTIPROIBIZIONISTA, EMILIA ROSSI, AVVOCATO.
Nelle 14 carceri piemontesi oggi sono ospitati 4135 detenuti, mentre ne
potrebbero ospitare al massimo 3000: ci sono 1135 detenuti in più, la
maggior parte dei quali sono nelle carceri torinesi. Alle Vallette ci sono
1519 detenuti contro una capienza di 728 ed alle Nuove ci sono 119 detenute
contro 60 di capienza. Ad Alessandria in un complesso nuovissimo ci sono
370 detenuti invece che 220. A Saluzzo la popolazione detenuta non è in
sovrannumero semplicemente perchè sono ancora nella vecchia struttura (un
castello del 1300) che contiene in celle uniche fino a 10 detenuti. A
Biella ci sono 185 detenuti invece che 140.
Livelli mai raggiunti di sovraffollamento che creano grandissimo disagio e
moltissimi problemi.
Il 70% dei detenuti nelle carceri torinesi (con percentuali che vanno dal
30 al 40% per il resto delle carceri) sono tossicodipendenti o in galera
per reati legati al consumo e spaccio di droghe illegali.
Centinaia sono le persone sieropositive (a Novara 11, con 1 Aids
conclamato, ad Alessandria 40 con 3 in Aids, a Saluzzo 25 e 2 in Aids).
Impossibile avere dati certi su Le Vallette: si sa solo che ci sono 17 casi
nel reparto di isolamento della V sezione.
Il personale di polizia penitenziaria è assolutamente sotto organico e
dall'8 luglio prossimo dovranno anche occcuparsi delle traduzioni e dei
piantonamenti sanitari. In più l'amministrazione penitenziaria ha richiesto
di diminuire gli agenti di polizia penitenziaria che lavorano negli uffici.
Creando ulteriori problemi organizzativi. (sono state organizzate
manifestazioni di protesta proprio per l'8 luglio a livello regionale e per
il 1^ luglio a livello nazionale).
Questa situazione è molto aggravata dall'entrata in vigore del Decreto
Martelli, che ha aumentato la tensione ed il disagio fra i detenuti e fra
detenuti ed agenti. La tensione in aumento è dovuta alla perdita da parte
di molti detenuti, non solo quelli in carcere per motivi di mafia, dei
benefici previsti dalla Legge Gozzini, ed anche per il clima di sospetto e
delazione che si sta creando: di fatti le nuove norme prevedono che a
giudizio insindacabile della magistratura permessi e benefici vari saranno
concessi a quei detenuti che più collaboreranno con la magistratura. Non
solo per i reati legati alla mafia.
In tutte le carceri, nessuna esclusa, la tensione è molto alta. In alcune i
detenuti non hanno ancora attuato nessuna forma di protesta, anche se
l'impressione è quella che le amministrazioni tengano quanto più possono
nel silenzio i casi. Dei tre tentativi di suicidio ad Alessandria in un
solo mese non si era saputo nulla, così come non si è saputo nulla del
tantativo di suicidio di due settimane fa alle Nuove e non si è saputo
nulla della protesta di ieri nella V sezione del Carcere delle Vallette.
Non si è saputo nulla della protesta dei sieropositivi di Alessandria che
non ricevono l'AZT da due mesi e dove è impossibile fare le terapie di
profilassi anti polmonite.
In particolare ci sembra molto seria e preoccupante la protesta di ieri
nella V sezione delle Vallette, dove le persone in Aids lì detenute hanno
vivacemente protestato contro la situazione esistente: il magistrato di
sorveglianza manca da tre mesi, hanno atteso 4 mesi prima di ottenere una
disinfestazione delle celle dalla scabbia, difficoltà ad ottenere
informazioni sulle terapie, la situazione igienico strutturale delle celle
è quella invivibile di sempre, il vitto pessimo e per alcune tipologie di
malati bisogna ricordarsi fare, ogni giorno, domanda per avere il pasto in
bianco perchè non vengono segnatele esigenze quotidiane. E' intervenuta la
vicedirettrice che ha assicurato una risposta da parte della direzione
entro domani, facendo così rientrare per il momento la protesta.
La tensione si è anche sentita nel rapporto stesso con la delegazione
entrata in carcere che con difficoltà è riuscita ad avere colloquio con i
detenuti, scoraggiati da una situazione che non cambia mai e che peggiora
soltanto. Si ricorda che le persone in Aids nelle carceri piemontesi
continuano a morire in carcere ed ottengono la sospensione pena un paio di
giorni prima della morte. Questo per effetto dell'interpretazione che della
Legge dà la magistratura di Sorveglianza, una delle più restrittive ed
inumane in Italia.
Il deputato Marco Taradash, concludendo la conferenza stampa, ha
dichiarato:
"Continueremo a ribadire in tutte le sedi che il problema-carcere è una
delle facce del problema-proibizionismo; finchè migliaia di giovani saranno
incarcerati per la semplice "detenzione" di alcune droghe o perchè
costretti a commettere reati al solo fine di procurarsi i soldi per la dose
giornaliera non vi sarà pace nelle carceri e fuori; i decreti anti-mafia
demagogici e liberticidi lasceranno il tempo (cattivo) che trovano; spero
che il nuovo governo sia all'altezza anche di questi problemi, che toccano
la vita reale dei cittadini."
Torino, 22 giugno 1992