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Conferenza Pool antiproibizionista
Cucco Enzo - 22 giugno 1992
CARCERI PIEMONTESI
CONFERENZA STAMPA

LA SITUAZIONE DELLE CARCERI PIEMONTESI E' A RISCHIO ALTISSIMO. PRIME

VALUTAZIONI DOPO LE VISITE EFFETTUATE DAL GRUPPO ANTIPROIBIZIONISTA NELLE

CARCERI DI BIELLA, SALUZZO, NOVARA, ALESSANDRIA, LE NUOVE E LE VALLETTE.

NUMEROSE LE MANIFESTAZIONI DI DISAGIO E PROTESTA, ANCORA SCONOSCIUTE ALLA

STAMPA.

DICHIARAZIONI DI MARCO TARADASH, DEPUTATO DELLA LISTA PANNELLA, ENZO CUCCO,

CONSIGLIERE REGIONALE ANTIPROIBIZIONISTA, EMILIA ROSSI, AVVOCATO.

Nelle 14 carceri piemontesi oggi sono ospitati 4135 detenuti, mentre ne

potrebbero ospitare al massimo 3000: ci sono 1135 detenuti in più, la

maggior parte dei quali sono nelle carceri torinesi. Alle Vallette ci sono

1519 detenuti contro una capienza di 728 ed alle Nuove ci sono 119 detenute

contro 60 di capienza. Ad Alessandria in un complesso nuovissimo ci sono

370 detenuti invece che 220. A Saluzzo la popolazione detenuta non è in

sovrannumero semplicemente perchè sono ancora nella vecchia struttura (un

castello del 1300) che contiene in celle uniche fino a 10 detenuti. A

Biella ci sono 185 detenuti invece che 140.

Livelli mai raggiunti di sovraffollamento che creano grandissimo disagio e

moltissimi problemi.

Il 70% dei detenuti nelle carceri torinesi (con percentuali che vanno dal

30 al 40% per il resto delle carceri) sono tossicodipendenti o in galera

per reati legati al consumo e spaccio di droghe illegali.

Centinaia sono le persone sieropositive (a Novara 11, con 1 Aids

conclamato, ad Alessandria 40 con 3 in Aids, a Saluzzo 25 e 2 in Aids).

Impossibile avere dati certi su Le Vallette: si sa solo che ci sono 17 casi

nel reparto di isolamento della V sezione.

Il personale di polizia penitenziaria è assolutamente sotto organico e

dall'8 luglio prossimo dovranno anche occcuparsi delle traduzioni e dei

piantonamenti sanitari. In più l'amministrazione penitenziaria ha richiesto

di diminuire gli agenti di polizia penitenziaria che lavorano negli uffici.

Creando ulteriori problemi organizzativi. (sono state organizzate

manifestazioni di protesta proprio per l'8 luglio a livello regionale e per

il 1^ luglio a livello nazionale).

Questa situazione è molto aggravata dall'entrata in vigore del Decreto

Martelli, che ha aumentato la tensione ed il disagio fra i detenuti e fra

detenuti ed agenti. La tensione in aumento è dovuta alla perdita da parte

di molti detenuti, non solo quelli in carcere per motivi di mafia, dei

benefici previsti dalla Legge Gozzini, ed anche per il clima di sospetto e

delazione che si sta creando: di fatti le nuove norme prevedono che a

giudizio insindacabile della magistratura permessi e benefici vari saranno

concessi a quei detenuti che più collaboreranno con la magistratura. Non

solo per i reati legati alla mafia.

In tutte le carceri, nessuna esclusa, la tensione è molto alta. In alcune i

detenuti non hanno ancora attuato nessuna forma di protesta, anche se

l'impressione è quella che le amministrazioni tengano quanto più possono

nel silenzio i casi. Dei tre tentativi di suicidio ad Alessandria in un

solo mese non si era saputo nulla, così come non si è saputo nulla del

tantativo di suicidio di due settimane fa alle Nuove e non si è saputo

nulla della protesta di ieri nella V sezione del Carcere delle Vallette.

Non si è saputo nulla della protesta dei sieropositivi di Alessandria che

non ricevono l'AZT da due mesi e dove è impossibile fare le terapie di

profilassi anti polmonite.

In particolare ci sembra molto seria e preoccupante la protesta di ieri

nella V sezione delle Vallette, dove le persone in Aids lì detenute hanno

vivacemente protestato contro la situazione esistente: il magistrato di

sorveglianza manca da tre mesi, hanno atteso 4 mesi prima di ottenere una

disinfestazione delle celle dalla scabbia, difficoltà ad ottenere

informazioni sulle terapie, la situazione igienico strutturale delle celle

è quella invivibile di sempre, il vitto pessimo e per alcune tipologie di

malati bisogna ricordarsi fare, ogni giorno, domanda per avere il pasto in

bianco perchè non vengono segnatele esigenze quotidiane. E' intervenuta la

vicedirettrice che ha assicurato una risposta da parte della direzione

entro domani, facendo così rientrare per il momento la protesta.

La tensione si è anche sentita nel rapporto stesso con la delegazione

entrata in carcere che con difficoltà è riuscita ad avere colloquio con i

detenuti, scoraggiati da una situazione che non cambia mai e che peggiora

soltanto. Si ricorda che le persone in Aids nelle carceri piemontesi

continuano a morire in carcere ed ottengono la sospensione pena un paio di

giorni prima della morte. Questo per effetto dell'interpretazione che della

Legge dà la magistratura di Sorveglianza, una delle più restrittive ed

inumane in Italia.

Il deputato Marco Taradash, concludendo la conferenza stampa, ha

dichiarato:

"Continueremo a ribadire in tutte le sedi che il problema-carcere è una

delle facce del problema-proibizionismo; finchè migliaia di giovani saranno

incarcerati per la semplice "detenzione" di alcune droghe o perchè

costretti a commettere reati al solo fine di procurarsi i soldi per la dose

giornaliera non vi sarà pace nelle carceri e fuori; i decreti anti-mafia

demagogici e liberticidi lasceranno il tempo (cattivo) che trovano; spero

che il nuovo governo sia all'altezza anche di questi problemi, che toccano

la vita reale dei cittadini."

Torino, 22 giugno 1992

 
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