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Cucco Enzo - 23 giugno 1992
MOZIONE SULLA PENA DI MORTE NEL MONDO

Il Consiglio regionale del Piemonte,

VISTI:

- gli articoli 3 e 4 della Dichiarzione universale dei Diritti dell'Uomo;

- la convenzione europea dei Diritti dell'uomo e l'articolo 1 del VI Protocollo aggiuntivo adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, entrato in vigore nel giugno 1991, dopo la decima ratifica;

- l'articolo 4 della Convenzione americana sui diritti dell'uomo;

- le risoluzioni ONU sulla pena di morte n. 32/61 dell'8 dicembre 1977, n.35/172 del 15 dicembre 1984;

- l'articolo 27 della Costituzione italiana;

- la risoluzione del Parlamento europeo A3-0062/92 del 12.3.1992;

RILEVATO CHE:

- la pena di morte è ancora oggi prevista negli ordinamenti giudiziari di 132 Stati della comunità internazionale su 191 (in 116 per reati ordinari e in 16 per reati eccezionali) e che è ancora applicata in 96 Paesi, ivi inclusi alcuni di democrazia politica;

- numerosi Paesi anche a ordinamento democratico, applicano la pena di morte in circostanze escluse da convenzioni internazionali sui diritti umani (ad esempio minore età o malattie mentali);

- nei paesi non democratici la pena di morte è ancora molto spesso utilizzata per limitare alcune libertà fondamentali quali la libertà politica, religiosa, sessuale, di parola o di associazione, e quindi quale strumento repressivo di dissidenti o minoranze;

- in alcuni Paesi la pena di morte viene comminata in assenza di garanzie giuridiche e processuali;

RITIENE:

che l'impegno ad operare per l'abolizione della pena di morte ovunque essa sia precista e praticata, possa configurarsi come dovere legittimo;

CHIEDE AL GOVERNO ITALIANO

- di operare per ottenere in sede ONU una delibera vincolata di oratoria generalizzata sulla pena di morte;

- di impostare la propria politica estera ed in particolare la politica di accordi e cooperazione economica considerando il pieno rispetto dei diritti umani e l'abolizione della pena di morte come condizioni fondamentali di cui tener conto;

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE:

- ad operare in sede di relazioni internazionali proprie affinchè il rispetto dei diritti umani e l'abolizione della pena di morte siano condizioni fondamentali per l'avvio di relazioni e scambi;

- a sviluppare rapporti di scambio culturale con gli Stati extracomunitari con i quali la Regione ha relazioni, che diffondano la conoscenza e la difesa dei diritti umani universalmente garantiti;

IMPEGNA L'UFFICIO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE:

- ad avviare una campagna straordinaria di sensibilizzazione della popolazione piemontese in particolare quella in età scolare, sul tema della difesa dei diritti umani e civili e contro la pena di morte;

Invia il presente odg al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Parlamento europeo, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Torino, 23 giugno 1992

 
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