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Ant.Abruzzo Gruppo - 14 luglio 1992
MACCHINETTE SIRINGHE

PROGETTO PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DELL'A.I.D.S. CAUSATO DA USO PROMISCUO DI SIRINGHE DA PARTE DEI TOSSICODIPENDENTI.

A differenza dei paesi Nord Americani, il caratteristico andamento epidemiologico dell'A.I.D.S., in Italia, riconosce quale gruppo a rischio numericamente ed epidemiologicamente più importante quello dei tossicodipendenti (t.d.).

La sottocultura del rito del "buco" è un peculiare aspetto del tossicodipendente europeo ed ancor più di quello italiano e concorre in maniera determinante alla realizzazione del fenomeno dello scambio delle siringhe, all'uso e all'abbandono indiscriminato delle stesse violando i più elementari principi di igiene personale e di senso civico, realizzando situazioni di pericolo, personale e collettivo.

I dati in nostro possesso, aggiornati al 31/12/91, confermano l'importanza del ruolo giocato dai t.d. nell'incremento diffusivo dell'AIDS, sia attraverso lo scambio di siringhe infette, sia attraverso rapporti sessuali (etero-omo-bisessuali), causa principale della diffusione dell'epidemia tra le popolazioni cosiddette "non a rischio".

Dai dati comunicati dalla Commissione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS, aggiornati al 31/12/91, emergono due elementi di particolare interesse che meritano approfondita riflessione:

a) la permanenza di una curva epidemica ad elevata crescita;

b) la significativa riduzione dell'indice di letalità inteso come rapporto tra i decessi ed i casi diagnosticati in uno stesso semestre.

Questi due fatti, insieme, stanno a significare che aldilà delle numerose iniziative intraprese per una prevenzione del contagio (e quindi una riduzione di nuova infezioni), l'efficacia degli interventi sanitari hanno, in analogia ad altre patologie, maggior significatività nel campo diagnostico-terapeutico anzichè preventivo.

Ciò in realtà è stato possibile perchè l'intervento preventivo è stato esclusivamente rivolto all'educazione sanitaria (fondamentale per un cambiamento del comportamento dei soggetti a rischio) tralasciando però quelle iniziative che poi di fatto, per i loro risvolti pratici, modificano alcuni comportamenti fondamentali nel determinismo del con-

tagio. (Per es. incremento dell'uso dei profilattici, forniture di siringhe sterili ai t.d., riduzione dell'uso delle trasfusioni, raccolta di siringhe abbandonate, etc..).

Da queste premesse, più o meno condivisibili, si viene a concretizzare l'esigenza di un intervento - investimento per la realizzazione di una iniziativa che ha come finalità quella della riduzione dell'uso promiscuo di siringhe, la loro corretta utilizzazione ivi comprese la raccolta delle stesse dopo l'uso da parte dei tossicodipendenti, e realizzare contemporaneamente un intervento educativo diretto al singolo t.d.

Lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti (estremamente diffuso tra quelli italiani) innesca una catena epidemiologica esplosiva perchè, da questo primo contatto, derivano fenomeni di contagio correlati ai rapporti sessuali e alle gravidanze susseguenti (elevato numero di figli contagiati).

Il problema assume rilevanza nei comuni capoluogo e nei maggiori centri della regione dove la concentrazione demografica favorisce in tutti i sensi il processo di contagio, ivi compreso, almeno in linea teorica, quello dovuto alle punture accidentali da siringhe usate ed abbandonate.

Il fenomeno di dispersione di siringhe usate ed abbandonate in strade, parchi, ville pubbliche, lidi balneari etc., ha assunto notevoli dimensioni, basti pensare che i dati della raccolta delle siringhe abbandonate in nostro possesso nell'anno '91, relativi ai comuni capoluogo, possono così riassumersi:

PE 48000

AQ 5000

TE 1500

CH 1000

L'iniziativa è tesa a ripristinare anche la necessaria tranquillità a chi, in seno alla comunità, fruisce del naturale e salutare sito di ricreazione rappresentato da quei luoghi.

Il problema, peraltro, è già stato analizzato in altri paesi stranieri, dove sono stati intrapresi programmi per la riduzione ed il contenimento del fenomeno.

La Regione Abruzzo, pur non presentando un quadro preoccupante dei casi di Aids conclamato (45 casi), risulta notevolmente a rischio, infatti l'evoluzione del fenomeno di contagio risulta del 60% in un semestre.

Ad Amsterdam dal 1984 è stata avviata l'iniziativa dello scambio di una siringa usata per una pulita, recuperando in tal modo settecentomila siringhe che altrimenti avrebbero inquinato strade e parchi. La coordinatrice del programma, dott.ssa Annette Vester, ha affermato il successo dell'iniziativa attraverso "l'esaltante" dato che il 90% dei T.D. non usa più la stessa siringa.

A Liverpool, il Mersey Center, (struttura per l'assistenza al t.d.) ha distribuito gratuitamente 192.000 siringhe recuperandone 166.000 usate. La sieropositività fra gli eroinomani di quella Regione è la più bassa di tutta l'Inghilterra (6/milione di abitanti) contro i 31/milione dell'area londinese e i 171/milione della Scozia dove il t.d. è ancora fortemente criminalizzato.

Il problema è stato peraltro affrontato anche in sede di O.M.S. dal quale è scaturita la risoluzione di incentivare la distribuzione di siringhe sterili, perchè è stato ampiamente dimostrato che l'iniziativa non incrementa il consumo di droghe né favorisce il passaggio all'uso di droghe "pesanti" da parte di chi utilizza quelle cosiddette "leggere" (hashish, etc.)

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Riferimenti legislativi Legge 26/6/90 n. 162

Art. 3: Attribuzioni del Ministero della Sanità promuove, in collaborazione con le Regioni, iniziative volte ad eliminare il fenomeno dello scambio di siringhe tra tossicodipendenti, favorendo anche l'immissione sul mercato di siringhe monouso autobloccanti.

Art. 1 quater:.....provvede alla prevenzione della infezione da HIV tra tossicodipendenti e altre patologie correlate.

Art. 16 (art. 72 ter.) comma.....Chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in un luogo privato ma di comune o altrui uso, usa o abbandona in modo da mettere a rischio l'incolumità altrui, siringhe o altri strumenti pericolosi utilizzati per l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con la sanzione amministrativa del pa-

gamento di una somma da lire centomila a lire un milione.

OBIETTIVI DEL PROGETTO:

a) Incentivare l'uso di siringhe "pulite" presso la popolazione a rischio (tossicodipendenti) per eliminare lo scambio o il riuso di siringhe, causa di trasmissione dello HIV e di altri germi patogeni.

b) Realizzare la raccolta di siringhe usate dai tossicodipendenti eliminando la possibilità di contagio accidentale.

c) Realizzare un primo momento di contatto struttura- tossicodipendenti in "strada".

POSSIBILI SOLUZIONI AL PROBLEMA

1) Distribuzione (e raccolta) di siringhe normali da parte di SERT; forti problematiche connesse agli orari di esercizio e alla limitazione numerica dei centri.

2) Distribuzione da far effettuare da cooperative private volontarie.

3) Distribuzione negli Ospedali: non consigliabile vista la particolarità del luogo.

4) Integrazione delle tre modalità sopra riportate: si ravvisano non pochi problemi di ordine organizzativo e gestionale connessi alla gestione, perchè permangono immodificati i limitati tempi di esercizio (Scoperta la fascia oraria notturna)

PROPOSTA

Per quanto detto finora emerge chiara ed evidente la necessità di realizzare un intervento articolato, capillare ed esaustivo delle "esigenze" che la comunità rappresenta in ordine al contenimento dell' AIDS anche attraverso la utilizzazione di macchine scambiatrici di siringhe.

Cosa è una macchina scambiatrice di siringhe ?

E' una macchina che accetta, attraverso un sistema di riconoscimento, siringhe usate, le incamera in un contenitore e scarica, di contro, una siringa nuova. Esistono al momento alcuni tipi di tali macchine. La più famosa (per l'enorme risonanza pubblicitaria avuta in occasione della sua

sperimentazione a MODENA) è quella della ILEVEN.

E' una macchina con meccanismo elettromagnetico, di ottima fattura costruttiva, di elevato impegno economico, ma limitata nel posizionamento (parchi, luoghi periferici, strade ecc.).

Esiste, di contro, un prodotto della FUTURPLAST di APRILIA che utilizza un principio esclusivamente meccanico.

E' una macchina il cui prototipo mostra di avere le caratteristiche indispensabili per un adeguato svolgimento del servizio accentrando in sé i principi della semplicità, della robustezza, delle economicità di gestione, del libero posizionamento in quanto non necessita di alcun tipo di alimentazione elettrica.

Con questo tipo di macchina è possibile pensare ad una capillare distribuzione di siringhe affidando ad una Società o cooperativa la gestione del servizio di ricambio e rimozione delle siringhe usate, la manutenzione ordinaria e straordinaria e quant'altro è necessario per il buon funzionamento del servizio. Da quanto finora detto andiamo a formulare il seguente progetto di massima, con le problematiche connesse e le relative verifiche di efficacia.

L'organizzazione deve prevedere una distribuzione capillare, costante 24 ore su 24, delle siringhe in modo da rendere il servizio di facile fruibilità da parte del tossicodipendente.

Il progetto ha anche un fine ambizioso che può essere sintetizzato in tre punti chiave.

1) Educazione (come meccanismo indotto) del tossicodipendente ad un comportamento civico idoneo.

2) Rapporto di maggior fiducia nei confronti della pubblica struttura che assolve in maniera "concreta" l'azione di prevenzione.

3) Gratificazione indiretta da parte della collettività che può riprendere possesso di quelle strutture divenute "off limits" per motivi di sicurezza.

La realizzazione dell'iniziativa, pur mantenendo i caratteri di sperimentazione, non può prescindere dal bisogno di essere sufficientemente estesa ed articolata perchè riteniamo che il buon esito della stessa è direttamente correlato alla sua estensione e capillarità.

E', infatti, pure troppo noto che l'utilizzazione di un prodotto, quale può essere considerato la siringa per un tossicodipendente, è puntuale distribuzione del prodotto, e, pertanto, il corretto, e adeguato dimensionamento della distribuzione è condizione indispensabile per il successo della iniziativa.

Perciò riteniamo di dover prevedere l'istallazione di numero 33 distributori di siringhe in luoghi strategici che possano essere di facile accesso, possibilmente protetti, (condizione non indispensabile comunque), che possano soddisfare il fabbisogno di siringhe, stimato in circa 2.000.000 l'anno.

POSIZIONAMENTO

Il posizionamento delle macchine scambiatrici di siringhe dovrebbe corrispondere ad almeno una delle seguenti condizioni:

1) Adiacenza a grandi vie di comunicazione ( Stazione bus e tram );

2) Adiacenza a particolari centri di aggregazione commerciale, culturale, rionale, chiese, ospedali, grandi parcheggi;

3) All'interno dei cosiddetti "quartieri dormitori" della periferia, dove più elevato risulta essere lo stato di disgregazione sociale e l'isolamento individuale, con riferimento alla città di Pescara;

4) All'interno o in vicinanza dei centri di ritrovo giovanile e di svago in genere, quali parchi pubblici, piazze, discoteche;

5) Adiacenza a particolari insediamenti intensivi di popolazione quali caserme, uffici ecc.;

Da quanto detto è stato elaborato l'allegato nel quale sono riportati i siti in cui dovrebbero essere allocate le macchine scambiatrici di siringhe.

Sono stati individuati due tipologie che siti secondo un criterio di priorità in relazione all'importanza del sito e

alla possibilità di modificarlo in via di realizzazione dell'esperienza con il rispettivo alternativo.

MODALITA' DI SERVIZI

La macchina scambiatrice di siringhe deve corrispondere, compatibilmente con l'attuale offerta di mercato, ai seguenti requisiti:

1·) Economicità;

2·) Manegevolezza;

3·) Semplicità del meccanismo;

4·) Sicurezza d'uso;

5·) Limitazione dei vincoli logistici ( utenze elettriche, protezione da agenti atmosferici etc...).

Provvedimento Amministrativo che si sottopone

all'approvazione del Consiglio Regionale

" Progetto per il contenimento della diffusione dell'Aids attraverso un piano di installazione di distributori automatici di siringhe sterili".

IL CONSIGLIO REGIONALE

VISTA la Legge 5/6/1990, n. 135 "Programmi di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'Aids" ed il particolare rilievo posto dal legislatore ai punti a) e c) dell'art. 1 sulla prevenzione ed assistenza ai tossicodipendenti;

VISTA la Legge 26/6/1990, n.162 ed il D.P.R. 9/10/1990, n.309 "Testo Unico delle Leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza" ed in particolare le disposizioni; di cui agli: art.1 punto 8, lettera d), art.2 lettera h); ed art. 77;

PREMESSO che attualmente non esiste terapia curativa nei confronti dell'Aids e che l'unica scelta praticabile resta la prevenzione, cioè, il contenimento del numero dei soggetti che possono alimentare le file dei sieropositivi;

CONSIDERATO che in Italia il 70% circa dei casi di infezione Hiv ed Aids conclamato si è verificata tra le persone che fanno uso di droga per via endovenosa, parte dei quali ha contratto l'infezione o con l'uso promiscuo di siringhe o per via sessuale e che quest'ultimo tipo di trasmissione sta passando dai soggetti a rischio "Tossicodipendenti" alla popolazione in genere;

CONSIDERATO, altresì, che sia l'OMS, sia il recente convegno internazionale di Firenze hanno sottolineato la necessità di distribuire ai tossicodipendenti, gratuitamente e con ampia disponibilità nelle ventiquattrore, siringhe sterili monouso autobloccanti per contenere la diffusione del contagio con l'installazione di macchine distributrici-scambiatrici di siringhe usate con quelle nuove (esperimenti in atto in alcuni capoluoghi di provincia dell'Emilia Romagna, del Comune di Milano, Bolzano, ecc.);

CONSIDERATO, inoltre, che tale tipo di intervento consente di modificare il comportamento dei tossicodipendenti che usano scambiarsi le siringhe e/o il loro riuso indiscriminato nonchè l'abbandono di quelle usate sul territorio creando così un ulteriore veicolo di contagio per minori e popolazione in genere;

RITENUTO che la messa a disposizione di siringhe monouso non può considerarsi strumento incentivante il consumo delle droghe o il passaggio da consumo di droghe "leggere" a quelle "pesanti";

RILEVATA la necessità di avviare una prima fase di installazione di distributori di siringhe sterili monouso nelle aree urbane dove è più elevata la concentrazione del fenomeno della tossicodipendenza, in particolare nei comuni capoluoghi di provincia e nei grossi centri;

CONSIDERATO che questo intervento dovrà collegarsi ad un programma di prevenzione ad ampio spettro informativo, educativo e di supporto psicologico, attuato dagli operatori, pubblici e privati (Sert, Enti ausiliari e di Volontariato) affinchè i tossicodipendenti siano incentivati a modificare i propri comportamenti a rischio (scambio di siringhe, riuso delle stesse) da cui scaturiscono ulteriori processi di contagio con i rapporti sessuali e gravidanze;

RITENUTO di dover proporre un "progetto per il contenimento della diffusione dell'Aids causato da uso promiscuo di siringhe da parte dei tossicodipendenti;

CONSIDERATO che è stato necessario assumere alcuni parametri per effettuare, in base al numero dei tossicodipendenti che assumono droghe per via endovenosa (2000), una stima media giornaliera ed annua per individuare in rapporto al numero delle macchine ed alla potenzialità di caricamento (200 pezzi per volta) il fabbisogno complessivo stimato in 2.000.000 e che la consegna a monete può incentivare il consumo di siringhe anche da parte di altri cittadini;

RITENUTO che la spesa complessiva individuata ai costi per il progetto è di circa 500.000.000 milioni, comprensiva di:

a) acquisto di 33 macchine "distributore automatico di siringhe";

b) trasporto e messa in opera delle macchine con relativo ancoraggio e fissaggio o a muro o alla base;

c) allaccio alle fonti di alimentazione elettrica e/o predisposizione del funzionamento di carico o scarico a batteria;

d) manutenzione;

e) assicurazione e gestione del funzionamento comprensivo dello smaltimento di materiali speciali (siringhe usate);

f) acquisto siringhe;

RITENUTO altresì, che una parte dei costi, sulla base delle esperienze in atto, potranno essere assorbiti dall'introito delle monete e che tale scelta non creerà rifiuti indiscriminati;

PRESO ATTO che la proposta necessita di ulteriori approfondimenti organizzativi e gestionali che potranno essere definiti dalle ULSS interessate all'installazione per le rispettive competenze a cui sarà demandata la realizzazione e la gestione del progetto.

CONSIDERATA la necessità, in rapporto all'aggravarsi dei fenomeni di contagio, le ULSS competenti dovranno provvedere alla realizzazione del progetto entro 6 mesi dall'approvazione del presente atto.

DELIBERA

1) di approvare il "Progetto per il contenimento della diffusione dell'Aids, causato dall'uso promiscuo di siringhe da parte dei tossicodipendenti" (allegato A)

2) di affidare ai singoli SERT di stabilire la localizzazione dei distributori di siringhe nel bacino di utenza;

3) Entro 6 mesi dalla approvazione del presente atto le ULSS provvederanno a definire e realizzare il progetto (allegato A) che forma parte integrante del presente provvedimento;

4) per la gestione del servizio le ULSS si avvalgono di Società o Cooperative appositamente costituite;

5) di precisare che gli oneri finanziari derivanti dal presente provvedimento saranno a carico del Fondo SanitarioNazionale

 
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