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Conferenza Pool antiproibizionista
Radio Radicale Roberto - 22 settembre 1992
Stralcio dal documento del Pds torinese:
"OBIETTIVO: LA RIDUZIONE DEL DANNO - PRIME PROPOSTE CONCRETE PER L'AREA METROPOLITANA TORINESE"

(Omissis)

9. PRIME PROPOSTE CONCRETE DA SPERIMENTARE

Proponiamo pertanto che il Consiglio Comunale di Torino e i Consigli dei Comuni dell'area metropolitana approvino programmi minimi di intervento che abbiano l'obiettivo di "ridurre i danni" prodotti dalla diffusione della droga e che questi programmi abbaino un carattere di concreta, controllata e utile sperimentazione.

I principi a cui deve ispirarsi un programma minimo sono:

*) adottare tutte le misure utili per tenere separati i mercati delle diverse sostanze, leggere e pesanti, recidendo il più possibile il controllo da parte del mercato sui giovani;

*) dar vita a strumenti che consentano di ridurre i danni alla salute dei tossicodipendenti e di tutti i cittadini, scongiurando in primo luogo l'estendersi dell'infezione da HIV;

*) agganciare il maggior numero possibile di tossicodipendenti che fanno parte del "sommerso" mai contattato, per prospettare loro opportunità di uscita dal circuito della droga.

In concreto le proposte che avanziamo sono le seguenti:

1) E' necessario che i Servizi pubblici per le tossicodipendenze, anche in relazione al loro adeguamento (seppur parziale) di organici, mettano a punto nuovi strumenti e modi per uscire direttamente sul campo, andando alla ricerca del "sommerso".

Uno strumento da sperimentare è quello delle "unità di strada": servizi mobili su camper o autobus, destinata al primo contatto con i tossicodipendenti che rifiutano di rivolgersi ai centri fissi. Le "unità di strada" devono essere costituite da operatori sanitari, psicologi, volontari con esperienza dell'ambiente da raggiungere (per esempio ex tossicodipendenti provenienti da gruppi di auto-aiuto e da comunità) e operare nelle "zone a rischio". Le unità devono fornire siringhe sterili in cambio di quelle usate, profilattici e devono distribuire metadone a domicilio ai tossicodipendenti registrati per i quali si ritiene opportuno questo trattamento.

La loro funzione sarebbe anche quella di offrire un primo contatto per informazioni su possibilità di attività, reinserimento, e per favorire programmi di auto-aiuto fra gli utenti, in collaborazione con le associazioni del volontariato e le comunità di accoglienza.

2) E' necessario che alcuni Servizi pubblici per le tossicodipendenza sperimentino l'utilizzo esteso del metadone e di altri farmaci sostitutivi dalle caratteristiche analoghe, nell'ambito di un programma sanitario graduato sugli obiettivi a medio e a lungo termine. I due obiettivi prioritari sono quelli di evitare l'estendersi delle malattie infettive derivanti dall'uso promiscuo delle siringhe e di sottrarre una piccola area di giovani al mercato della droga e quindi della criminalità.

3) Si può definire in via sperimentale, tra un Servizio pubblico per le tossicodipendenze e alcuni medici di base, un ventaglio di terapie appropriate alle condizioni del paziente, lasciando libertà di intervento al medico in base al rapporto che ha stabilito con i suoi pazienti e alla loro rispondenza alla cura.

Ciò anche alla luce dell'art.13, comma 2, della legge 162/90 che afferma: "E' consentito l'uso terapeutico di preparati medicinali a base di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui al comma 1, debitamente prescritti secondo le necessità di cura in relazioni alle particolari condizioni psicologiche del soggetto".

4) E' necessario mettere a distribuzione macchine per la distribuzione automatica delle siringhe sterili in cambio di quelle usate, in numero e in luoghi tali da garantire una accessibilità ampia da parte degli utenti. Tali macchine possono essere installate in luoghi e locali accessibili a qualsiasi ora, in quartieri dove risulti essere più estesa la presenza di giovani tossicodipendenti e in prossimità di luoghi da loro molto frequentati.

La massima facilitazione alla disponibilità di siringhe sterili (per evitare lo scambio di quelle usate) può essere raggiunta anche sperimentando altri luoghi di vendita, oltre alle farmacie.

5) Il carcere, al cui interno il numero dei tossicodipendenti è in costante crescita, deve essere considerato come quartiere ad alto rischio, dove si presentano, in maniera aggravata, tutti i problemi della collettività. Questo richiede l'apertura di Servizi pubblici per le tossicodipendenze all'interno delle carceri, al fine di garantire una assidua opera di informazione e consulenza; i Servizi cureranno la somministrazione di metadone ai detenuti che ne avranno la necessità.

Torino, 11 maggio 1992

 
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