Ccara informazione, se l'informazione avesse il fucile il suicidio di Cagliari potrebbe segnare una tacca sul calcio di quel fucile, come facevano una volta i terroristi. Dopo i giornali di ieri, che grondavano titoli sulla presunta collaborazione di Cagliari, sfido chiunque a non vacillare di fronte a una manovra cosl esplicitamente intimidatoria. Si voleva da Cagliari la collaborazione ad un certo modo di intendere la tangentopoli italiana? E forse le parole di Cagliari, che appaiono oggi sulle agenzie e che non hanno avuto l'onore della cronaca, svelano le ragioni del suo gesto. Aveva detto: " Mi riessce psicologicamente ed eticamente difficile assumere atteggiamenti processuali che seppure possono tornarmi utili finiscono per coinvolgere altre persone...". Terribile, ma profondamente umano, il suicidio di Cagliari h un avviso di garanzia. Per te, cara informazione, che sussurri sottovoce i nomi di indagati non appartenenti a quell'area che si ferma sulla soglia del Pds, che custodisci gelosamente i nomidi quei 60 e piy giornalisti che a loro modo avrebbero partecipato a tangentopoli, in omaggio al vecchio detto secondo cui "cane non mangia cane". Per la giustizia che appare sempre piy ricca di certezze, di custoditi cautelativamente, di dominio incontrollato sulla libert` delle persone ma poverissima di garanzie. E cert, il ruolo dell'informazione su questo e su tanti altri episodi di tangentopoli avrebbe dovuto avere altra natura. Di quella legalit`,di quella pulizia, e di quella obbiettivit` di cui tanto si fa professione, invano cerco e ricerco tra cronache, titoli e commenti. Il rapporto tra informazione egiustizia h diventato un combinato-disposto che sacrifica le ragioni della giustizia, le ragioni dell'informazione, in ultima analisi i fondamenti dello stato di diritto. Quanto tempo passer` prima che questa giostra giacobina colpisca e distrugga definitivamente informazione egiustizia? Vale la pena ricordare che anche Saint-Just depositr la sua gagliarda chioma sotto la ghigliottina.