(La Repubblica, 21 marzo 1993)SENATO
Modifica del sistema di elezione del Senato (Scheda gialla).
Il quesito riguarda l'abrogazione della legge n.29 del 6 febbraio 1948 e delle sue successive modificazioni.
Secondo questa norma, si vota così: su 315 senatori, 238 vengono eletti in altrettanti collegi e passa chi raccoglie non meno del 65 per cento dei consensi.
I 77 seggi restanti vengono attribuiti con il Sistema proporzionale.
Poiché però quasi mai viene raggiunto il tetto richiesto del 65%, i voti riportati in ogni regione dai vari partiti confluiscono di fatto sui candidati che ricevono più voti.
Con la conseguenza che quasi tutti i senatori vengono eletti con il metodo proporzionale.
Vittoria del »si : viene abolita la soglia del 65 per cento dei consensi da superare per consentire, in ciascun collegio, Ielezione diretta del candidato.
Di fatto, è la sostituzione del sistema proporzionale con un sistema uninominale e maggioritario.
L'Italia resterebbe divisa nei 238 collegi senatoriali attuali, e come oggi i partiti o le coalizioni di partiti presenterebbero un candidato in ciascuno dei collegi.
Ma per eleggere un senatore sarebbe sufficiente la maggioranza semplice dei voti validi: in sostanza, passa chi arriva primo.
Non tutti i 315 membri del Senato verrebbero eletti però in questo modo perché il referendum non abroga ia quota di 77 parlamentari »ripescati a livello regionale sulla base dei resti.
Per questa strada viene applicato il cosiddetto »correttivo proporzionale riferito al 25 per cento della rappresentanza: escludendo dal computo i voti serviti ad eleggere gia' un senatore, dovrebbe garantire in misura ridotta anche la presenza delle forze che scegliessero di non »apparentarsi nell'ambito di un sistema tendenzialmente bipolare.
Vlttoria del »no : rimane in vigore l'attuale sistema proporzionale.
COMUNI
Estensione del sistema maggioritarlo nell' elezione dei consigli comunali (Scheda verde).
Se la riforma votata qualche giorno fa dal Senato venisse definitivamente approvata dalla Camera prima del 18 aprile, il referendum - promosso dal Corel - potrebbe decadere.
Il quesito. Si chiede l'abrogazione del sistema proporzionale per i Comuni con più di 5OOO abitanti, stabilito dal Testo unico 570 del 196O.
La norma decaduta verrebbe sostituita con l'estensione del metodo maggioritario attualmente in vigore nelle municipalita' con meno di 5000 abitanti.
Vittoria del »si : La lista che ottiene la maggioranza semplice dei voti (quella, cioè, che arriva prima) ottiene la maggioranza assoluta dei seggi in Consiglio comunale e il suo capolista diventa automaticamente il sindaco.
Questo sistema favorisce le aggregazioni e una maggiore stabilita', ma cancella i partiti minori.
Vittoria del »no : Resta in vigore l'attuale sistema proporzionale.
FINANZIAMENTO
Finanziamento pubblico dei partiti. (Scheda marrone).
Colpisce al cuore il sistema diffuso di illegalita' emerso con le inchieste su Tangentopoli.
Promosso gia' una prima volta dai radicali nel 78 (il Si fu sconfitto di misura con il 46 per cento) è stato riproposto dalla stessa formazione politica.
Il quesito: si chiede l'abrogazione degli articoli 3 e 9 della legge n.l95 del 2 maggio del '74, che riguardavano i contributi pubblici ai gruppi parlamentari.
Per questa strda attualmente i partiti ricevono circa 80 miliardi annui ripartiti proporzionalmente ai voti ottenuti.
Il quesito non riguarda l'abrogazione delle sanzioni penali per chi viola la legge.
Vittoria del »si : I partiti non incassano più una lira di danaro pubblico per finanziare la propria attivita' ordinaria, ma conservano il rimborso delle spese sostenute in campagna elettorale.
I referendari propongono che lo Stato metta a disposizione dei gruppi politici strumenti e servizi per la loro attivitß: sedi, tipografie e accessi garantiti e gratuiti ai mass media.
Rimangono invece in vigore le sanzioni penali, la cui cancellazione prima decisa per decreto governativo e oggi contenuta nel disegno di legge che l'ha sostituito, ha causato, una vera e propria rivolta contro il temuto »colpo di spugna su Tangentopoli.
Vittoria del »no : Resta in vigore la legge del '74, in attesa che il parlamento metta a punto la riforma del finanziamento pubblico, attualmente in discussione al Senato.
DROGA
Abolizione della punibilita' per i tossicodipendenti (Scheda arancione).
Promosso dagli antiproibizionisti, punta all'abolizione del carcere per i tossicodipendenti, ma non produce la legalizzazione delle droghe.
Il quesito. Si chiede l'abrogazione di una serie di commi di vari articoli della legge n. 309 del 1990, nota come Jervolino-Vassalli.
Sostanzialmente si chiede l'abrogazione della punibilitß per chi fa uso personale di droga e l'abolizione della cosiddetta »dose media giornaliera che costituisce il discrimine tra sanzione penale ed amministrativa.
Vittoria del »si : Verrebbe di fatto reintrodotta la »modica quantita' (gia' in vigore dal '75 e cancellata con la norma del '90) per garantire la non punibilita di chi fa uso personale di droghe.
Sarebbe così evitato il carcere per tutti coloro che per uso personale (come i tossicomani »duri ad esempio) posseggono droga in quantita' eccedente la dose media giornaliera, il che ora viene equiparato allo spaccio.
Sarebbero soppresse inoltre le norme che attualmente obbligano i medici - in violazione dei principi di deontologia professionale - a segnalare alle autorita' competenti i consumatori di droga che si rivolgono a loro in cerca di assistenza.
Vittoria del »no : Rimane in vigore la normativa del '90. Recentemente non è stato rinnovato il decreto governativo che »decarcerizzava le sanzioni per detenzione di droga per uso personale.
Il decreto è stato convertito in disegno di legge ed è in discussione alla camera.
PARTECIPAZIONI STATALI
Abolizione del ministero delle Partecipazioni Statali (scheda grigia).
Promosso dal comitato presieduto da Massimo Severo Giannini (Corid), tocca uno dei settori dell'economia finito nel mirino di »Mani pulite Il quesito. Si chiede l'abrogazione della legge n. 1589 del 22 dicembre 1956 che istituì il ministero delle Partecipazioni statali.
Vittoria del »si . La soppressione delle Partecipazioni statali, gia' prevista per decreto legge in corso di conversione (con la creazione del ministero per le privatizzazioni) avviene automaticamente per decisione referendaria.
Vittoria del »no . Il ministero resta in piedi e la sua soppressione è affidata all'iter di riconversione del decreto.
MEZZOGIORNO
Abrogazione degli interventi straordinari per il Mezzogiorno (Scheda rossa).
Promosso dal Corid di Massimo Severo Giannini, è un test importante che il governo Amato ha tentato di evitare.
La legge di soppressione votata dal Parlamento nel '92 e in vigore dal I maggio del '93 è stata giudicata dai promotori »inadeguata .
Il quesito. Si chiede l'abrogazione di quasi tutti i 18 capitoli della legge n.64 del 1 marzo 1986. Vengono conservati gli articoli dal 9 al 15.
Vittoria del »si . Viene abrogato l'intervento straordinario nel Mezzogiorno, ritenuto una sacca di clientelismo.
Rimangono in piedi le norme che consentono i finanziamenti, gli incentivi e le agevolazioni previste per le attivita' produttive.
Vittoria del »no . Resta in vigore la norma corretta con la legge del 1 Maggio '93.
BANCHE
Potere di nomina governativo nelle Casse di risparmlo. (Scheda rosa).
Promosso dal Corid di Giannini. Tende ad abolire la lottizzazione dei consigli di amministrazione delle casse di Risparmio.
Il quesito. Si chiede l'abrogazione dell'art. 2 del regio-decreto del 24 febbraio 1938 n. 2O4 che stabilisce la competenza del Tesoro nella nomina dei vertici delle Casse di risparmio.
Vittoria del »si . Si abroga la vecchia legge. E, secondo i sostenitori del referendum, viene a cadere uno dei fenomeni più inquietanti di occupazione dell'economia pubblica da parte del sistema politico e uno strumento di discrezionalita' e contrattazione clientelare per i partiti.
Vittorla del »no {RIF no}. Resta in vigore la competenza del Tesoro.
AGRICOLTURA
Soppressione dei ministero dell'Agricoltura (Scheda viola).
Riguarda uno dei settori tra i più a rischio dell' economia nazionale, soprattutto nella prospettiva dell'integrazione europea.
Trentino, Umbria, Piemonte, Toscana, Val D'Aosta, Lombardia, Marche, Emilia Romagna e Veneto chiedono, con la soppressione del ministero, che la competenza sulìAgricoltura passi agli enti locali.
Il quesito. Si chiede l'abrogazione dell'art. 1 del regio-decreto del 1929, n. 1663 che istituiva il dicastero.
Vittorial del »si . Le competenze del ministero dell Agricoltura passano alle Regioni.
Vittorla del »no . Rimane il ministero dell'Agricoltura.
TURISMO
Soppressione del ministero del Turismo (Scheda blu).
Promosso dalle Regioni che si sono valse della legge che consente a cinque regioni di indire referendum senza le necessarie 5OO mila firme.
Secondo gli enti locali la gestione centrale del dicastero costituisce una delle ragioni principali della crisi del turismo in Italia.
Il quesito. Si chiede l'abrogazione della legge del 31 luglio 1959, n.617 che ha istituito il ministero del Turismo e dello Spettacolo.
Vittoria del »si . Il ministero viene soppresso (alla sua guida attualmente è la socialista Margherita Boniver), e le sue funzioni passano integralmente alle Regioni.
Vittoria del »no . Il ministero del Turismo resta in vita.
USL
Competenze ambientali delle Usl. (Scheda bianca).
Promosso dall'associazione ambientalista Amici della Terra, mira a sottrarre alle Usl una serie di competenze in materia ambientale.
Il quesito. Si chiede l'abrogazione di alcuni articoli della riforma sanitaria dell'88 sull'eliminazione delle cause d'inquinamento, sugli interventi di igiene ambientale e sulla prevenzione nei luoghi non di lavoro.
Vittoria del »si . Icontrolli vengono sottratti alle Usl. I promotori del referendum propongono la creazione di una »Agenzia per la protezione ambientale sganciata dalla struttura sanitaria.
Vlttoria del »no . Le competenze rimangono alle Usl.