Quello che dici è assai sensato, e difatti era uno dei mieidubbi, l'altr'anno. Diciamo che è comunque auspicabile una netta
diminuzione del numero dei parlamentari, per prima cosa.
Poi, cosa importantissima, una effettiva autonomia finanziaria
non per le regioni o macroregioni ma, per quanto possibile,
per i collegi. Questo farebbe si che le sporche manovre di De
Mita dovrebbero essere finanziate a spese degli elettori di De
Mita. (Naturalmente questo discorso riguarda molto più le
elezioni amministrative).
Resta il fatto che anche con collegi di 80.000 votanti in
media, bisognerebbe avere diciamo almeno 30.000 postulanti IN
MEDIA da beneficare. Quanti sarebbero capaci di tanto? Più di
dieci o quindici, oggigiorno? (non lo so, ma non credo).
Oggi è possibile farlo, ad alcuni, perché appozzano da Roma alle
casse nazionali. Ma il deputato medio è eletto con ben poche
preferenze, non certo 30.000. Insomma, i Craxi e i De Mita non potranno
certo trovare a TUTTI i loro peones 25.000 postulanti
soddisfatti ognuno! Non ci sarebbero più soldi per comprare
quel consenso che oggi, con la proporzionale, è possibile
comprare (credo che *in media* i deputati oggi siano eletti con poche
migliaia di preferenze).
Sarebbe "ognun per se e Dio per tutti". Se anche il deputato
"con ricca dote" trovasse a un suo peone quei 20.000 per lui
oltre che per sé sarebbero in due al massimo, pochi di più in
rarissimi casi. Anzi no, infatti il peone si renderebbe conto
magari di poter camminare sulle sue gambe, sul suo
collegio. Fine delle segreterie. Qualche mafioso rimane, ma
meno che ora, ritengo. Agli altri, ci penserà la magistratura!
Fabrizio