Il sistema proporzionale è la principale causa dei guasti che si sono prodotti nel nostro Paese in questi decenni. Ha creato tutti questi partiti, ha consentito che tutti questi partiti occupassero le istituzioni ben oltre i limiti posti dalla Costituzione, ha determinato il cosiddetto sistema partitocratico.Il sistema maggioritario (come inteso dal referendum, uninominale ad un turno) determina in un colpo solo la scomparsa di tutti questi partiti ed obbliga le forze politiche, i cittadini a concepire e realizzare nuove forme di aggregazione, di fare politica. Alle elezioni ci si presenterebbe per vincere e non per conseguire un risultato anche minimo per poter essere comunque presenti. Non più, quindi, tredici liste di 40 candidati ciascuno, ma due o tre candidati contrapposti. Inoltre, la elezione per collegi uninominale determinerebbe un più diretto ed autentico legame tra elettori ed eletto.
Si tratta di intendersi sulla concezione della democrazia. Quella dei proporzionalisti ritiene democratico un sistema nel quale chi ha il 5% dei voti ha il 5% degli eletti; ma questo sistema ha già dimostrato il proprio fallimento. Quella che si vuole con il referendum - maggioritaria - ed a mio giudizio più corretta, è una concezione secondo la quale è democratico un sistema nel quale ogni comunità, ogni collegio, è rappresentata da un eletto, scelto dalla maggioranza dei cittadini di quella comunità, di quel collegio.
Infine, l'argomento secondo il quale il maggioritario comporterebbe la scomparsa delle minoranze è privo di fondamento. Il maggioritario comporta la scomparsa di tutti gli attuali partiti di maggioranza e di minoranza, ma sarebbe anche l'unico modo attraverso il quale le attuali minoranze potrebbero aspirare finalmente a diventare maggioranza e non semplicemente a conservare la loro piccola fetta di rappresentanza.