Come annunciato, il Gruppo Federalista Europeo ha presentato alla Camera una questione pregiudiziale per non discutere - a campagna elettorale per i referendum già in corso - della legge sull'elezione diretta dei Sindaci. La pregiudiziale è stata respinta con 112 voti a favore, 312 contrari ed un astenuto. Hanno votato a favore i deputati Federalisti Europei, di Rifondazione Comunista, del MSI, della Lega, della Rete, del Gruppo Misto e, a titolo personale, Borsano, Buttitta e Martelli del PSI, Del Pennino del PRI. La legge torna domani ancora al Senato. La Camera, infatti, ha poi nuovamente modificato il testo riducendo per i Comuni a 15.000 abitanti la soglia oltre la quale si passa dal sistema maggioritario ad un turno a quello proporzionale a due turni con premio di maggioranza. Sarà la Cassazione comunque a decidere se il quesito referendario (che propone l'estensione a tutti i Comuni del sistema maggioritario) è superato o se va spostato sulla nuova legge (come il Comitato Promotore ha opportunamente g
ià richiesto e come pare probabile dopo la recente sentenza della Corte di cui si è già detto). Segue il testo della pregiudiziale; la legge sarà commentata dopo la sua definitiva approvazione.
QUESTIONE PREGIUDIZIALE
La Camera,
premesso che per domenica 18 aprile 1993 è stato indetto il referendum popolare per l'abrogazione di alcune disposizioni del D.P.R. 16 maggio 1970, n. 570 sulla elezione degli organi delle Amministrazioni comunali;
constatato che la proposta di legge in esame comporta la modifica di alcune norme la cui abrogazione è sottoposta al voto popolare con il referendum in premessa;
considerato che l'eventuale approvazione di tali norme determinerebbe a pochi giorni dal voto lo spostamento del quesito referendario sulla nuova legge, introducendo una situazione di incertezza e confusione nell'elettorato;
ritenuto che non è comunque opportuno - a referendum già indetto ed a campagna elettorale già iniziata - modificare norme e leggi sottoposte a referendum, per non turbare il regolare e corretto svolgimento della campagna referendaria e per evitare che l'iter legislativo interferisca con quello referendario;
decide
di non procedere alla discussione della proposta di legge "Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale".
Elio Vito, Marco Pannella, Emma Bonino, Roberto Cicciomessere, Pio Rapagnà, Marco Taradash.