Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 28 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Referendum
Vito Elio - 25 marzo 1993
ANCORA SUL MAGGIORITARIO

Spesso per motivare le ragioni del NO al referendum sul sistema elettorale del Senato si ricorre ad argomenti che non riguardano direttamente il quesito referendario e le reali conseguenze della vittoria del SI.

Si sostiene, ad esempio, che si è per il NO perché i partiti maggiori e coinvolti in Tangentopoli sono per il SI; oppure che non ci si fida di Mario Segni; altre argomentazioni, sempre indirette, riguardano la scomparsa dei partiti di opposizione che si determinerebbe con il sistema maggioritario o, ancora, la maggiore possibilità da parte della criminalità organizzata al Sud di influenzare il voto e eleggere con il collegio uninominale propri candidati.

Andiamo con ordine. Credo che possiamo tutti convenire sul fatto che guardare ai sostenitori di una causa piuttosto che alle ragioni di quella causa non sia un buon metodo. E' evidente che anche i sostenitori del SI potrebbero motivare il loro voto perché Craxi è per il NO o perché lo è il MSI. Inoltre, molte adesioni possono essere strumentali, proprio per diminuire l'impatto alternativo e riformatore del referendum.

Guardiamo allora ai contenuti del referendum ed ai suoi effetti. Certo, con il sistema maggioritario scomparirebbero le forze di opposizione - Rifondazione, Verdi, Rete, PDS, ecc. - e scomparirebbe pure la Lista Pannella, ma scomparirebbero anche le attuali forze di governo - DC, PSI e gli altri! Il sistema proporzionale potrà magari consentire la sopravvivenza di qualche piccolo partito di opposizione con qualche punto percentuale in più, ma avrebbe come conseguenza anche quello della sopravvivenza della DC e di tutta la partitocrazia.

Per sconfiggere questi partiti, allora, occorre modificare il sistema, per impedire a tutti di sopravvivere e per far vivere (e magari vincere!) nuovi partiti, nuovi schieramenti. Ed è singolare che proprio le forze di "estrema sinistra" abbiano paura del cambiamento e preferiscano conservare la loro più o meno piccola fetta di seggi.

Per quanto riguarda l'argomento sulla influenza della criminalità son i collegi uninominali, c'è da dire che ci sono molte più possibilità ora per la malavita di eleggere propri candidati, con il sistema della preferenza unica, controllando poche migliaia di voti. Con il maggioritario ad un turno, invece, viene eletto chio ottiene più voti ed è impensabile che la criminalità organizzata possa influenzare addirittura la maggioranza degli elettori!

Infine, si chiede di sapere cosa succede dopo il voto al referendum. In caso di vittoria del SI avremmo già una buona nuova legge elettorale per il Senato, maggioritaria uninominale, e per la Camera occorrerebbe varare una legge nella stessa direzione.

Se vinceranno i NO e comunque quanti più NO avremo, invece, maggiori saranno le pressioni e le possibilità di varare leggi pasticciate, che consentano ai partiti di sopravvivere, con sistemi misti, correzioni proporzionali, due turni, ecc.

Votiamo SI, allora, con un pò di fiducia e meno sospetti.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail