Non esiste il rischio di "perdere" per strada altri referendum. Infatti, se pure sono stati emanati nelle scorse settimane dei provvedimenti che potrebbero assorbire in parte dei quesiti referendari, questi provvedimenti non sono stati approvati dal Parlamento in tempo utile per evitare il referendum (in particolare il Governo ha approvato un decreto non converito in legge per sopprimere il Ministero delle Partecipazioni Statali e presentato dei disegni di legge non ancora esaminati dalla Camera sulle Nomine bancarie, i Ministeri dell'Agricoltura e del Turismo, la legge sulla droga).
La Cassazione ha potuto cancellare solo quei due referendum per i quali era intervenuta una definitiva approvazione di leggi (sistema elettorale dei Comuni e intervento straordinario nel Mezzogiorno) da parte del Parlamento. Queste due vicende, soprattutto quella dei Comuni, dimostra come sia importante il voto del 18 aprile ed un ampio successo dei SI. Il Parlamento, infatti, sta dimostrando di legiferare accogliendo solo molto parzialmente le richieste dei referendum. Dipenderà, quindi, dall'esito dei referendum e dalla vittoria dei SI la possibilità di introdurre delle vere riforme.