}ULC2410}In riferimento all'articolo citato da M.Vadilonga.
Mi scusi ma quell'articolo è una vera bruttura. Non solo è condotto secondo linee largamente opinabili ma anche il livello espositivo è decisamente carente.
Le motivazioni addotte sono ormai note:
la compagnia pestilenziale rappresentata da tutti i sostenitori del sì in cui figura in bella mostra il deprecabilissimo Pds, un partito al quale lanciare insulti sembra diventato una sorta di sport nazionale, il restringimento antidemocratico della capacità rappresentativa del sistema sbandierato assieme alla vetusta idea di democrazia come governo del popolo, il "vecchio" (con accanto qualunque cosa come: vecchio assetto di potere, vecchio governo, vecchio parlamento, il vecchio tutto da cui poi è difficile individuare chi esca fuori) che ha intezione di strumentalizzare le riforme elettorali per "riciclarsi". In un'ottica del genere qualunque cosa il "vecchio" avesse affermato sarebbe stata deprecabile; se il "vecchio" avesse detto "no" alle riforme elettorali sarebbe stato un vecchio che non vuol cambiare, avendo detto "si" è un vecchio che non vuole cambiare anche se finge di voler cambiare e se tra due giorni dicesse "no" ci sarebbe chi potrebbe sostenere che fa così perchè fa finta di non voler cambia
re mentre vuole cambiare per restare com'è. Popper sosterrebbe che posizioni del genere sono prive di senso perchè infalsificabili, da qualunque lato le si osservi non c'è una sola possibilità che falliscano. Il vecchio è vecchio come può volere il nuovo?
Consiglio a chiunque di andarsi a rileggere l'ottimo articolo di B.Spinelli riportato nel testo numero 41 di questa conferenza che mi sembra una lucidissima spiegazione di ciò che è oggi democrazia. Nessuno dei sostenitori del "no" ha ripreso o contrastato le affermazioni di quell'articolo. Si deve pensare che su quanto vi è scritto l'accordo sia generale?
Attendo lumi.