..splittati su questo mes ed il seguente.
Al di la' dei tanti finti stupori, a me pare che tutte le formazioni politiche abbiano assunto, sul referendum per la legge elettorale, posizioni del tutto coerenti con il "proprio interesse". E, in questo, sono molto pochi coloro che si son fatti qualche scrupolo di coerenza, che si sono astenuti dal ricorrere ad "argomenti" emozionali. In politica sarebbe tuttavia un vizio grave di intellettualismo pensare di contrapporre ragionamenti ai processi reali. Lo faccio qui, come testimonianza dovuta verso quanti prima di me in questa conferenza hanno cercato di "fare ragionamenti".
Esplicito dunque dei giudizi di valore. Credo che in questa fase sarebbe utile allontanarsi dal concetto una testa un voto, entro un contesto generale che miri a:
1) permettere una scelta dei cittadini sul chi governa, garantendo un meccanismo di responsabilizzazione;
2) favorire (meccanismi e processi) elementi di sintesi nazionale;
3) favorire l'accesso di forze nuove alla politica.
Per inciso, ricordo in primo luogo a me stesso che la legge elettorale e' solo uno dei tasselli di un contesto che comprende quanto meno i rapporti istituzionali generali ed il finanziamento della politica. Quest'ultimo, anche dopo un SI al relativo referendum, resterebbe ancora (finanziamento elettorale) ancorato al finanziamento di "chi ha vinto" e non al finanziamento dell' "accesso alla politica". Per altro verso mi pare un po' "peloso" l'appellarsi alla esigenza del maggioritario da parte di chi in questi anni ha contribuito a costruire una differente costituzione materiale, imperniata su una prevaricazione (decreti, ecc.) dell'esecutivo sul Parlamento.
Ma anche tale inciso fa parte di considerazioni che vanno oltre il quesito; considerazioni sul significato generale del referendum, sul suo possibile "uso politico", le quali sono del tutto legittime e che sicuramente concorrono a determinare l'atteggiamento di voto. Tuttavia sono molto piu' "opinabili" e voglio invece (nel prossimo messaggio) esprimere le ragioni del mio NO in coerenza con i giudizi di valore esplicitati e in maggiore aderenza al quesito referendario.