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Conferenza Referendum
Russo Valerio - 13 aprile 1993
ultimi spiccioli di dibattito.. 2/2

Al di la' del seguito che si immagini (voto senza ulteriori interventi modificatori delle leggi elettorali o..), non vi e' dubbio che una vittoria del SI darebbe una indicazione forte per un sistema che realizza il proprio esser maggioritario attraverso una delle tante strade possibili, quella uninominale.

Di qui il mio NO, semplicemente perche' tale sistema non garantisce nulla rispetto al voluto risultato di far decidere i cittadini sul "chi governa". Il meccanismo uninominale (lasciamo da parte tutto il discorso sulle "correzioni proporzionali" che si motivano solo sul piano della trattativa tra partiti per realizzare una maggioranza a favore dell'uninominale) introduce un elemento del tutto spurio e che nulla ha a che vedere con l'obiettivo dichiarato: il grado di "dispersione" di una forza politica sul territorio nazionale. E' del tutto evidente che, a parita' di voti nazionali, sara' favorita una forza politica "concentrata" su pochi collegi mentre sara' sfavorito un partito che veda la sua forza uniformemente distribuita su tutti i collegi.

In questo senso, con riferimento alla specifica situazione italiana, hanno facilmente buon gioco quanti prevedono (anche con il maggioritario uninominale) uno schieramento politico non a due poli ma a piu' poli, con il conseguente rinvio alla mediazione tra forze politiche per la formazione del Governo nazionale.

E' ovvio che, al di la' della "dispersione", conteranno i voti e le aggregazioni. Ma cio' vale sempre e, per quanto riguarda le aggregazioni, vale per ogni altro sistema che realizzi il suo esser maggioritario su una base nazionale e non solo su quelli che "premiano" a livello di collegio (uninominale).

Il meccanismo uninominale va anche a cozzare con il secondo giudizio di valore espresso, con l'obiettivo cioe' di favorire nella politica elementi di sintesi nazionale. Non solo perche' induce, come si dice, una "territorializzazione della rappresentanza", ma perche' induce un fenomeno dello stesso segno anche all'interno delle singole forze politiche. Un partito che abbia un budget di promozione elettorale di XXX, dove andrebbe a spenderlo in modo preferenziale, dove non ha alcuna possibilita' di conquistare il seggio o dove e' gia' piu' forte?

Terzo giudizio di valore: favorire l'accesso di forze nuove. Su questo i sostenitori dell'uninominale potrebbero ben spendere qualche ragione. L'argomento si fonda pero' sul presupposto di collegi sufficientemente PICCOLI (e, per inciso, vedo nuvole scure, non solo per i collegi come sono oggi, ma per possibili futuri interventi che ben potrebbero mandare a gambe all'aria tutti i discorsi sulla "quota correttiva di proporzionale", e che sopratutto potrebbero svolgersi rapidamente e nel "chiuso" delle aule parlamentari..). In ogni caso un confronto su singoli (invece che su liste) potrebbe inquadrarsi anche in sistemi non uninominali. Infine vorrei notare che questo argomento aveva un forte significato ai tempi nei quali il referendum fu proposto:

ricordo che allora mi porto' molti dubbi, anche se finii, per gli stessi ragionamenti qui proposti, per non firmare. Il confronto tra singoli e non fra liste poteva infatti contribuire a scardinare quel tipo di vita interna dei partiti. Ma come si fa a non vedere che tale effetto e' oggi gia' un risultato concreto del riportare i partiti ed il loro meccanismo interno di potere entro confini di liceita' (eufemismo per "effetto tangentopoli")?

Per molti versi ritorniamo alla questione che sollevavo prima del finanziamento della politica. Rispetto al "favorire forze nuove" mi garantisce di piu' la regola elettorale o "altre regole" che cambiano forzosamente la vita interna dei partiti?

Probabilmente con tutto questo argomentare sara' d'accordo piu' d'uno, comunque orientato a votare SI sulla base di altre considerazioni (innescare un processo di riforma che resterebbe altrimenti bloccato, possibilita' e dovere del Parlamento eletto di intervenire con un intervento riformatore organico, ecc.).

Beh, non resta che augurarmi che abbiano ragione a coltivare tale speranza...caso contrario temo che potrebbero non bastar loro le mani da mangiare.. e siccome pare che parlandosi sui fili basti mettere qualche carattere ascii.. :-)))

Valerio Russo

 
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