Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 28 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Referendum
Russo Valerio - 14 aprile 1993
c'era una volta..

Caro Vito,

terminavi cosi' il tuo ultimo messaggio in questa conferenza:

[quoting] Allora, cari sostenitori del NO, volete davvero mantenere in vigore questa legge elettorale per il Senato? [end quoting]

Vedi, la tua domanda sarebbe reversibile: volete, cari sostenitori del si, porre in vigore la normativa risultante da una vittoria del si al quesito referendario?

Tu poni la domanda a partire da una serie di osservazioni (non entro nel merito); io potrei farlo a partire da quanto scritto in due recenti messaggi con i quali rilevavo che l'uninominale non serve affatto all'obiettivo dichiarato di far decidere ai cittadini sul "chi governa".

In entrambi i casi otterrai delle risposte affermative (da chi ha gia' scelto come votare). Per il semplice motivo che chi ha scelto per il SI pur con dubbi di merito sta scommettendo sul fatto che il SI apra comunque nuove positive opportunita'; e chi ha scelto per il NO pur vedendo tutti i limiti della proporzionale pura ritiene probabilmente che, in questo contesto, con queste forze in campo, sia una avventura negativa il SI a questo referendum. Il che, superfluo ricordarlo, non vuol dire ne' immobilismo ne' attendismo.

Sai a cosa si riferisce il subject di questo messaggio?

C'era una volta un segretario di un partito che, pochi mesi dopo aver ricevuto un pieno e unanime mandato congressuale su una linea di forte innovazione, decise che bisognava svoltare.. e anche allora era un SI/NO a rubare spazio alla politica.. . In ogni caso (lo rilevo perche' dovrebbe insegnarci qualcosa per l'oggi), se vai a confrontare i documenti politici del XVIII congresso del pci con la mozione del SI presentata al successivo, ci troverai un unico punto di sostanziale differenza: si era passati da una sfida a sinistra, da un processo politico che avrebbe dovuto portare alle riforme istituzionali ..al suo opposto (non riesco ad innescare un processo politico e quindi punto a cambiare le regole in modo da forzarlo). Questo non mi parve un ragionamento politico ma una scelta "disperata". Occhio, l'aggettivo non e' mio, e' di Walter Veltroni in un editoriale di questa estate esplicativo del perche' dovessero esser cambiate le regole del gioco.

Valerio Russo

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail