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Conferenza Referendum
Vito Elio - 14 aprile 1993
Tornando al tema...
Che cos'è il referendum, secondo il nostro ordinamento? Uno strumento popolare, una consultazione attraverso la quale l'elettorato manifesta "una volontà definitiva e irripetibile" (sentenza della Corte Costituzionale n. 468 del 1990). Ricordato questo principio generale, occorre forse aggiungere che con il referendum i cittadini sono chiamati semplicemente (!) a decidere direttamente se mantenere in vigore o cancellare alcune norme. Nulla a che vedere, quindi, con molte argomentazioni che sono state portate in questa conferenza e, molto di piùù, in altre sedi durante la campagna elettorale.

I cittadini, dunque, vogliono mantenere in vigore il sistema vigente di elezione del Senato o vogliono cambiarlo in modo che 238 senatori su 315 siano eletti con il sistema maggioritario uninominale ad un turno (viene eletto chi vince, chi prende più voti).

La discussione, quindi, dovrebbe essere tra questi due sistemi, dando per acquisito che il risultao influenzerà le scelte del Parlamento per la riforma elettorale della Camera (se vinceranno i NO nel senso di confermare l'attuale sistema proporzionale, se vinceranno i SI nel senso di passare ad un sistema elettorale uninominale maggioritario). Io sostengo che occorra votare SI perché il sistema derivante per il Senato sarebbe di gran lunga migliore, determinerebbe l'impossibilità per gli attuali partiti di presentarsi ed assicurerebbe una possibilità di alternanza. In altre parole con il sistema elettorale immediatamente in vigore con la vittoria del Si, avremmo un Senato a maggioranza riformatrice, progressista; con la vittoria del No, avremmo un sistema elettorale che garantirà l'attuale maggioranza al Senato.

Infine, mi pare improponibile l'argomento di alcuni sostenitori del No, che con la vittoria del Si dovrebbero governare insieme tutti i sostenitori del Si (Pannella, Martinazzoli, Bossi, Segni, Occhetto, ecc). Naturalmente, non è così. I sostenitori del Si vogliono semplicemente lo stesso sistema elettorale per il Senato, poi - con il nuovo sistema - probabilmente alcuni si presenteranno insieme ed altri in schieramenti contrapposti.

O dovremmo usare l'argomento che con la vittoria del No, si formerebbe un governo composto da Fini e Garavini, Orlando e Mellini?

 
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