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Conferenza Referendum
Cattivelli Bruno - 14 aprile 1993
Voterò SI al referendum per il Senato, anche se con dubbi. Premetto
che già da molti mesi sostengo che avremmo dovuto avere elezioni

anticipate in quanto l'attuale parlamento, con lo scoppio di

tangentopoli dopo il 5 aprile, è indegno di sussistere. In Italia

abbiamo avuto scioglimenti di camere perchè questo o quello non

riuscivano a mettersi d'accordo sul colore dei calzini, quando poi la

rappresentatività del parlamento è venuta veramente a mancare eccoli

tutti arroccati... va be', ormai è tardi.

Porto due argomentazioni a favore del SI:

1) Il nuovo parlamento eletto col sistema proporzionale sarebbe una

congerie di gruppuscoli perennemente in lotta. Qualcuno dice:

"se non si sono uniti fino ad adesso perchè dovrebbero farlo poi?",

appunto, dico io, DIAMOGLI ALMENO UN MOTIVO PER FARLO, così FORSE

accadrà, altrimenti avremo la certezza matematica di una sinistra

perennemente divisa.

2) Qualcuno dice di votare NO pur intendendo cambiare il sistema

elettorale, facendone insomma un caso di opportunità politica. Io

credo invece che il popolo, tramite referendum, sia l'unico attore

legittimato a modificare una legge elettorale, poiché è

INAMMISSIBILE CHE UN PARLAMENTO, QUALUNQUE ESSO SIA, POSSA

MODIFICARE IL MODO CON CUI VERRà PROBABILMENTE RIELETTO. Ciò accade

in Italia per un errore della Costituente che non ha pensato di

integrare la legge elettorale nella Costituzione Italiana, rendendo

così necessaria la maggioranza di almeno 2/3. Il referendum quindi

ci casca a pennello.

2b) Ora che ci penso, ecco i dubbi, sarebbe la maggioranza qualificata

di 2/3 sufficiente a proteggere la Costituzione anche in un sistema

maggioritario? Non sarebbe sensato alzare a 3/4 o 4/5 la maggioranza

per le modifiche costituzionali?

Non escluderei comunque di tornare al proporzionale tra 10-20 anni,

quando il quadro politico-ideologico sarà sicuramente più semplice e

chiaro di oggi.

 
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