fossi chiamato solo ed unicamente a pronunciarmi circa il metodo concui eleggere una parte dei senatori sarei fortemente tentato di non fare
i 140 km necessari e restarmene a letto.
Dire alla gente che solo di questo si tratta non e' vero ne' ragionevole,
questo aspetto e' di fatto minoritario rispetto alle indicazioni che
i partiti (circa tutti) hanno detto di attendersi dal voto.
Visto che comunque ci sara' da mettere mano alle leggi, l'importanza
vera del voto e' nell'indicazione che si dovra' trarre dalla direzione
e dall'intensita' dei voti, poche palle.
Per il resto, tra i compiti del prossimo governo (questo ormai non ha
ne' l'intenzione, ne' i mezzi per governare) ci saranno, e lo diciamo
spesso, le famose privatizzazioni, ed il risanamento di tutta una serie
di enti.
Prendiamo ad esempio le Poste, con 55.000 dipendenti di troppo, pesanti
per il bilancio ed inutili ai fini della produttivita', ci sara' da far
loro qualcosa di tremendo, a questi 55.000, che si decida di licenziarli
o di metterli a fare un lavoro utile, per la prima volta in vita loro, e
se estendiamo a tutto il pubblico impiego sono milioni.
Se ci aspettiamo che un Vizzini vada a dire a quelle persone di cui ha
comprato il voto offrendo un lavoro inutile (la posta Milano per Milano
viene smistata a Palermo e lui fa il boom di voti PSDI, ci sara' un
nesso?) andando porta a porta dica loro che non c'e' trippa per gatti
stiamo freschi, certe decisioni le potra' prendere solo un governo
col culo parato almeno per tutta una legislatura.
Vinca il SI, ma non perche' siamo come la Francia, ma perche' siamo come
il Peru'.