Sono d'accordo con V.Zambardino sulla considerazione che le adesioni al Si di molti partitocrati sono dovute alla paura delle riforme, della vittoria dei Si, di trovarsi esclusi dopo il 18 aprile; ma, non mi preoccupano tanto queste adesioni strumentali, quanto che esse hanno consentito un alibi ipocrita ad altre persone per votare No. Ma è sufficiente constatare lo scarso impegno in campagna elettorale dei grandi partiti tradizionali per comprendere quanto interesse hanno alla vittoria dei SI.
E veniamo ad altre paure, ora. Sono la paura del cambiamento, dell'innovazione, del rischio... che accomunano i rappresentanti del No. Il NO rappresenta una evidente, magari comprensibile, tendenza a privilegiare la conservazione e l'autoconservazione.
E' singolare, però, che a voler conservare questo sistema e questo regime sono persone che alle elezioni si presentano come "rivoluzionarie" o "nuove".
Chi saranno, poi, i nuovi senatori, lo decideranno gli elettori che, a differenza di ora, avranno davvero - per la prima volta - la possibilità di scegliere e votare persone e maggioranze alternative.
Infine, quanto dico che dovremmo cercare di attenerci strettamente al contenuto del referendum, al quesito sul sistema elettorale del Senato, lo dico proprio perché ho bem presente che quasi tutti motivano il loro Si o il loro No per ragioni completamente diverse ed estranee. E questo non mi pare né corretto, né utile.