Mi perplimo sempre di più, ahimé. E confesso che le incrollabili certezze che sento da entrambe le parti mi spingono con forza verso l'astensione. Scelta certamente vigliacca, ma un po' di sana codardia, in alternativa alle incrollabili certezze, forse non guasta. Non capisco che senso abbia rimbalzarsi l'accusa di essere dei conservatori. Né comprendo perché non sia corretto
che le motivazioni per il sì o per il no siano diverse ed estranee (non tra di loro, ma al loro interno).
Non credo che il punto sia: vota Sì/vota No per abbattere questo regime. Temo fortemente che nessuna delle due opzioni abbatta un granché, ma che questo referendum non sia lo strumento adatto né ad abbattere né ad affrontare la situazione. Ciò non toglie che sia uno strumento, e non di poco momento, e francamente non me la sento di usarlo senza sapere come e perché.
Continuo le meditazioni, sperando di ascoltare/leggere altre (magari lievemente meno faziose) argomentazioni.
Claudia