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Conferenza Referendum
Vadilonga Marco - 15 aprile 1993
Alcune risposte alle questioni sollevate negli interventi dal n·88 in poi.

A V.Zambardino vorrei dire che non capisco tanto astio... Se i sostenitori del NO sono considerati degli stupidi o degli ingenui, bene perderemo per queste ragioni, perche' scaldarsi tanto.

La mia frase sugli indecisi non era, ovviamente, rivolta al target offerto da AGORA': fortunatamente il mondo non finisce qui. Quando dici << Ecco il vostro problema>>, a chi ti riferisci, e tu perche' ti escludi?

Siamo qui per discutere, per chiarirci le idee, e poi, fuori di qui, usare questi chiarimenti per rivolgerci alla gente in carne ed ossa, che lavora, che e' disoccupata, che ha problemi con la casa, la salute ecc.

Qualcuno qui fara' l'intellettuale... forse.

B.Cattivelli, invece, mi ha colpito per una frase che io avevo usato, grosso modo, in un mio precedente intervento:

--> E' INAMMISSIBILE CHE UN PARLAMENTO, QUALUNQUE ESSO SIA, POSSA MODIFICARE IL MODO CON CUI VERRA' PROBABILMENTE RIELETTO.

Bene, io credo che ci sia della confusione, anche su quanto riguarda il ruolo del referendum. E da questo vorrei partire. Abbiano un referendum solo abrogativo, e come strumento popolare e' alquanto limitato. Nel nostro caso, la gente votera' per abrogare alcune parole di alcuni commi di una legge elettorale. Quello che succedera' dopo non lo decide "il popolo", ma i "suoi rappresentanti" che, per tornare a bomba, sono gli stessi di prima del referendum. E' chiaro il concetto? SARA' PROPRIO LO STESSO PARLAMENTO CHE E' IN CARICA ADESSO, CHE TUTTI CONCORDIAMO NEL DEFINIRE DELEGITTIMATO, A MODIFICARE IL MODO IN CUI VERRA' RIELETTO....si questa "democrazia" non mi stupisce piu'.

Questo, naturalmente, se vincono i SI.

Se avessimo votato prima, la maggioranza in parlamento sarebbe mutata, forse i sostenitori del SI, depurati da intrallazzatori, doppiogiochisti ecc, avrebbero avuto la maggioranza assoluta e avrebbero potuto legittimamente varare una riforma, questa si su mandato degli elettori. Il problema, io credo, e' che molti di quelli che stanno dalla parte del SI avevano paura di perdere la poltrona, e cosi' si potranno legittimare nuovamente, a referendum vinto, modificando in modo favorevole la legge lettorale.

PERCHE', NON SO SE E' CHIARO, LE MODIFICHE ALLA LEGGE ELETTORALE LE FARANNO GLI STESSI PARLAMENTARI DI OGGI, INQUISITI, CORROTTI, CORRUTTORI, SFRUTTATORI ECC.. NON IL POPOLO SOVRANO!

G.Lucangeli pone dei quesiti molto razionali, cioe' le alternative al sistema proporzionale attuale e al maggioritario prospettato dai SI. Io credo che sia giusto che in un parlamento possano essere rappresentate tutte le istanze di una societa'. Non credo sia giusto, invece, che tutte le istanze possano partecipare al governo in alleanze non stabilite chiaramente prima delle elezioni, a prescindere dal livello di rappresentativita' che esse hanno ottenuto. Provo a chiarire: Repubblicani, Liberali e Socialdemocratici si presentano alle elezioni ognuno con il proprio programma ( perche' altrimenti farebbero un unico partito) e prendono ciscuno intorno al 4%. Altri partiti, con programmi diversi, prendono chi il 15, chi addirittura arriva al 30% (PCI 1976). A questo punto, i partiti che hanno preso il 4% (e che, in proporzionale, rappresentano ciscuno un 4% di interessi diversi) decidono di allearsi con la DC (33% diciamo). Ma e' giusto, cazzarola, che chi rappresenta un 4% di italiani debba poter governare pe

r conto o contro (piu' realisticamente) di chi ne rappresenta un 30%? Se le alleanze si facessero prima delle elezioni, ognuno saprebbe con chi ha a che fare, puo' darsi che qualche elettore di questi partiti alleati non sia d'accordo e non li voti, o che qualche indeciso sia soddisfatto e li voti. Questo avrebbe senso, perche', pur votando un singolo partito, si vota una alleanza con un programma comune: e' chiaro che poi questo programma e questa alleanza devono mantenersi. Se fallisce, allora nuove elezioni, o se c'e', l'altra alleanza pre-elettorale.

IN SOSTANZA IO LO SBARRAMENTO LO VORREI PER GOVERNARE, NON PER ESSERE RAPPRESENTATI, E CON LA POSSIBILITA' DI FORMARE ALLEANZE CON CUI PRESENTARSI ALLE ELEZIONI, E CON L'OBBLIGO DI MANTENERLE PER TUTTA LA LEGISLATURA (SALVO CASI "RIVOLUZIONARI").

IL TUTTO CON UN SISTEMA PIENAMENTE PROPORZIONALE.

In ogni caso sara' nostro dovere confrontarci, dopo il 18 aprile, su cose concrete, e propongo che si aprano conferenze su tematiche sociali, sull'economia, sul razzismo e l'immigrazione.

 
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