Vito scriveva:
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La discussione, quindi, dovrebbe essere tra questi due sistemi, dando per acquisito che il risultao influenzerà le scelte del Parlamento per la riforma elettorale della Camera (se vinceranno i NO nel senso di confermare l'attuale sistema proporzionale, se vinceranno i SI nel senso di passare ad un sistema elettorale uninominale maggioritario)
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Apprezzo un discorso che si allontani dagli slogan e che stia aderente al quesito referendario. In questo senso ero intervenuto dicendo per quali ragioni non e' accettabile quel particolare sistema maggioritario che e' tale in quanto basato su collegi uninominali (in primo luogo perche' in concreto non mette nelle mani dei cittadini elettori la scelta sul "chi governa nei prossimi cinque anni"). Quel che non mi pare lecito e' appiattire i NO sul sistema attuale. Nel senso che certamente sta ad entrambi i fronti l'onere di dare credibilita' politica al DOPO referendum da ognuno immaginato o dichiarato. Ma appunto ci sara' un DOPO referendum, in entrambi i casi.
Poniamo per un attimo che dovesse prevalere il NO.
Lucangeli diceva:
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se vince il si, stando a quello che dicono i partiti che lo appoggiano, si parlera' solo di uninominale secca a due turni o quella che sara', se vince il no, i ladroni potranno sempre dire "visto che alla gente andava bene....."
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Davvero potrebbe essere questa la chiave di lettura di un NO vincente? Cioe' si potrebbe dire che la maggioranza degli italiani, espressasi tra l'altro su una posizione che e' sostenuta oggi da partiti che sono tutti all'opposizione, sarebbe contraria al "cambiamento"?!
Io votero NO, ma ritengo estremamente probabile che vinca il SI.
Proprio perche' la stragrande maggioranza degli italiani vuole "cambiare" e, in un confronto che e' estremamente lontano dalle questioni di merito, prevarra' la posizione che piu' e' riuscita nei media ad associarsi all'idea di cambiamento.
Ieri sera ho visto Ingrao nel faccia a faccia.. Mi e' sembrato piu' un saggio nonnino che l'abituale sacerdote degli orizzonti.:-)) Ma mi pare che questa l'abbia detta giusta: un NO che esca forte dalle urne, ancorche' perdente, contribuira' molto agli interventi legislativi del dopo referendum...
Valerio