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Conferenza Referendum
Russo Valerio - 15 aprile 1993
spicciolo 6

Caro G.Cattivelli,

hai usato come argomento per il SI uno specifico riferimento alla possibilita' di "forzare" la sinistra ad unirsi. Anche a me interessa la sinistra, come credo a molti in questa conferenza, almeno nel senso di sinistra da ricostruire o, se vuoi, da reinventare sulle sfide e le contraddizioni di oggi.

Oggi, nella sinistra in Parlamento, ci sono due spezzoni piu' grossi degli altri: quelli che derivano dal defunto PCI. Gli attuali gruppi dirigenti nazionali sono ancora quasi completamente derivanti dalla precedente esperienza politica. A me pare che tutti insieme abbiano dato pessima prova di direzione politica e che ancora oggi tante energie, tanti militanti siano prigionieri della recente diaspora.

Questo E' un problema. Dire che, in quest'ultimo anno, da non iscritto, credo di aver fatto piu' politica di prima; rilevare che vi sono tante energie "sommerse" ma ne' disattente, ne' ferme tuttavia non mi da' ancora alcuna serenita'.

Per dirtela con una battuta, penso che: 1) la sorte di quei partiti sia cosa che ci interesa da vicino tutti; 2) se dovessi oggi rinnovare un rapporto di militanza lo farei indirizzando contemporanea collettiva richiesta a pds, prc, radicali, verdi, rete, ...; 3) se qualcuno volesse fare una associazione (organizzata, non un partito) di questi nuovi militanti a 5, 6.. tessere vi aderirei.

Perche' questo discorso nella conferenza sui referendum? Vengo al punto. Da quel che ti ho detto dovrebbe esser chiaro che non solo valuto positivamente ma ritengo necessarie forme di aggregazione a sinistra. Credo che su tali processi possa influire il meccanismo elettorale; credo che debba farlo in modo da valorizzare l'aspetto del fare politica, dei contenuti e del programma.

La "aggregazione" e' forzata dai meccanismi maggioritari, evidentemente piu' facilitata dal doppio che dal singolo turno. Ma quale sistema maggioritario?

Pensi sia un caso che il pds, entrato in bicamerale con una proposta per un secondo turno NAZIONALE MAGGIORITARIO per decidere sul chi governa, sia passato all'idea del maggioritario uninominale, con secondo turno nei singoli collegi? Qualcuno mi smentisca se sbaglio:

ne sarei lieto. A me pare evidente che con i collegi uninominali la scelta sarebbe molto forzosa ma da mercato (io mi ritiro qua, tu la', ecc.); con l'altra impostazione sarebbe certamente piu' valorizzato il programma, quello con il quale lo schieramento si presenta alla seconda tornata (nazionale) per ottenere il premio di maggioranza e la delega a governare, ognun beneficiando in proporzione di tale premio. Capito perche' voto NO? Per tante ragioni, ma anche per una particolare ragione a sinistra.

Infine, tanto per ricordarci delle esperienze di altri paesi oggi cosi' citate per varie comodita' di ragionamento, ricordiamoci che in ogni sistema con due poli forti, questi tendono "al centro". Voglio dire che, a fianco di una sinistra "politicamente" aggregata, dovranno esservi espressioni autonome forti nella societa' civile..

la radicalita' delle contraddizioni di oggi non e' pasta per soluzioni di compromesso, insomma non un centro un po' piu' a sinistra..

Valerio

 
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