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Conferenza Referendum
Cattivelli Bruno - 15 aprile 1993
Commento 104/109
Caro Vadilonga (msg 104),

la mia frase che tu citi va anche oltre: io dico che nessun

parlamento, anche legittimo, avrebbe il diritto di modificare il

MODO in cui esso stesso viene eletto, senza neanche una maggioranza

qualificata.

Considerando poi delegittimato l'attuale parlamento sono vieppiù

contento che su questa materia sia stato proposto un referendum

che, non farà fare la legge elettorale al popolo, ma se non altro

permetterà a questo di dire la sua in proposito (anche se in

maniera rozza SI|NO), fornendo così al parlamento delegittimato una

mini-legittimazione limitata alla materia elettorale, chiaro ?

Per rispondere anche a Valerio Russo (msg 109), direi che mi trovo

abbastanza d'accordo con lui sul quadro generale, anche se credo

che il DOPPIO TURNO SFAVORISCE l'aggregazione, o meglio, la

inquina. La inquina perché il primo turno fa PESARE la forza del

singolo partito nella coalizione al secondo turno. E' per questo

che il PDS e anche la DC (se non erro) vuole il doppio turno,

perché vuole che la sua forza sia chiaramente definita per farla

pesare nella successiva coalizione. Ed è per questo che Pannella

vuole il turno unico: vuole aggregarsi senza dar modo di farsi

"pesare" elettoralmente. Ma a parte questo, il doppio turno secondo

me favorisce una politica partitico-correntizia di cui non abbiamo

bisogno.

Inoltre il quesito referendario, se approvato, crea una legge

uninominale secca con correzione proporzionale (ditemi se

sbaglio), e per il discorso precedente credo che il parlamento non

sarà legittimato a fare null'altro se non estendere lo stesso

sistema alla Camera. In altre parole un doppio turno mi suonerebbe

come un piccolo golpe, rispetto alla volontà popolare (sempre che

vinca il SI).

Comunque ribadisco di non avere "incrollabili certezze", ma voglio

correre il rischio del SI, perché non vedo veramente quali vantaggi

deriverebbero dal NO.

 
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