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Conferenza Referendum
Albertone Giovanni - 16 aprile 1993
22.40 - 23.32
Il mio personale comitato di controllo televisivo si e' accollato il triste incarico di sorbirsi la trasmissione di Mentana su canale 5 ieri sera, trasmissione che si e' svolta tra le 22.40 e le 23.32, per 52 minuti complessivi, fatta eccezione per 5 minuti suddivisi in due intervalli pubblicitari. Ospiti Giacinto Pannella e Leoluca Orlando.

I due, invitati ad esprimere le proprie posizioni sugli otto quesiti referendari, ed in particolar modo quelli sulla riforma elettorale e sulla responsabilita' penale dei tossicodipendenti, trovatisi nella necessita' di un impiego razionale di risorse limitate, pensano bene di utilizzare 46 dei 47 minuti a propria disposizione per litigare sulla scheda gialla e dedicando, quasi casualmente, tra le 23.23 e le 23.24, un solo minuto al tema dei tossicodipendenti.

In una situazione in cui un referendum inutile come quello sulle elezioni al senato e' ormai palesemente passato, mentre quello sulla legge Jervolino-Vassalli, molto piu' utile e concreto, viaggia in cattive acque grazie anche e soprattutto ad una scarsa e fetente informazione, mi sembra quantomeno vergognosoun simile atteggiamento da parte di coluiche lo ha promosso.

Questo era tanto per far notare a Cupane, il quale si lamenta del poco spazio concesso dalla televisione all'argomento, che il dianetico Pannellone, che si sfiata a ricordare il suo passato di avversario del potere, in questo momento preferisce salire sul carrozzone dei soliti vincitori anziche' rischiare di rendersi impopolare, dimenticando forse il fatto che un pezzo della poltrona su cui ora poggia le chiappe appartiene ai voti del CORA e degli antiproibizionisti (preferisco non pensare che siano in malafede anche loro).

Cito appena di striscio il farneticante esordio del nostro sul sistema elettorale proporzionale: "[...]sistema che esigeva per sopravvivere duna continua violazione della legalita', [...] sistema che ha prodotto il nazismo ed il comunismo [...]" che non merita altri commenti, per concludere su una domanda posta dal capellone Mentana in un momento centrale della trasmissione (mi sembra attorno alle 22.55 :-) ) alla quale entrambi gli ospiti hanno risposto in maniera evasiva.

La domanda e' la seguente: "Perche' la propaganda e le motivazioni degli schieramenti per il SI e per il NO si basano entrambe sui medesimi argomenti: no alla partitocrazia, no a tangentopoli, no alla mafia?".

Probabilmente allora devo pensare che questo sia dovuto alla malafede dei nostri rappresentanti politici ed alla pochezza di contenuto di questo referendum. E' come un detersivo, cosas in se' di poco valore, che si fa pubblicita' con l'emblema di "Mani Pulite". D'altra parte siamo stati abituati da anni a vedere la nostra merda coperta dallo specchio luccicante del "Made in Italy" o del "Mundial '82", e' normale che anche ora il "Giudice Buono" venga usato per sponsorizzare bassemanovre politiche o interessi personali.

L'elettore vuole abbattere la partitocrazia? E allora ecco pronta una bella DC che fa della lotta alla partitocrazia il proprio slogan, tanto quello che ne capisce?

Di Pietro prima o poi troveranno il modo di trasformarlo da incidente di percorso in brillante mezzo pubblicitario. E come il clown che, cadendo accidentalmente durante il proprio show, scopre di aver creato un'altra gag esilarante...

Misteri dei creativi...!

Giovanni.

P.S. Essendo il sottoscritto dotato di orologio meccanico, i tempi suddetti potrebbero essere stati shiftati indietro di un paio di minuti... :-)

 
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