Caro Cattivelli, dicevi:
> il parlamento non sarà legittimato a fare null'altro se non > estendere lo stesso sistema alla Camera.
Il Parlamento e' legittimato a far tutto meno che reintrodurre cio' che un referendum avesse tolto. Altro e' COSA sara' politicamente possibile.
> E' per questo che il PDS e anche la DC (se non erro) vuole > il doppio turno, perché vuole che la sua forza sia > chiaramente definita per farla pesare nella successiva > coalizione.
Piu' che per "far pesare", mi pare che il pds preferisca due turni per il semplice motivo che, date le condizioni a sinistra, il turno secco sarebbe cosi' tanto forzoso verso le aggregazioni ...da arrivare in molti collegi a renderle impossibili. Mi pare invece (se non erro) che la DC, proprio per quel che ho detto, sia per un turno solo (se si resta nella logica dei collegi uninominali maggioritari).
In ogni caso, vorrei esser stato chiaro, non sto difendendo i due turni in tale logica che non mi convince affatto. Ed anzi, proprio per il basso profilo del "mercato" (preventivo nel caso di turno singolo, successivo nel caso di doppio turno), dicevo che un secondo turno su base nazionale per decidere tra due schieramenti chi governera' e' quello che potrebbe enfatizzare, rispetto alle aggregazioni, gli apetti di contenuto di programma.
Rispetto al "far pesare"... dipende dal grado di vicinanza ed omogeneita' GIA' esistente all'interno delle aggregazioni. Se questo e' alto non serve il secondo turno e nel giro di pochi anni quella aggregazione sara' destinata a diventare una forza politica unica. Se e' basso, se esistono differenze forti, che vengono "superate" solo per poter "vincere il nemico comune", allora, dopo cinque anni di legislatura, saranno un po' tutti i pezzi della aggregazione a voler "far pesare", a rimisurare il consenso all'interno dell'arco della aggregazione.
Valerio