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Conferenza Referendum
Ruggeri Fabrizio - 17 aprile 1993
Doppio turno

Il vantaggio dell'uninominale secca e' che sfavorisce il permanere di partiti come mezzi di aggregazioni di interessi che troveranno una mediazione fra i due turni.

Insomma col doppio turno i partiti "come noi li conosciamo" rimangono.

Col turno secco ovviamente i partiti rimangono, ma l'aggregazione di interessi viene fatta in maggior misura in base al "fiuto" e alla capacita' di mediazione del candidato durante la fase della "nomination" prima, e alle elezioni poi, e meno in base a trattative tra strutture partitiche o lobbystiche.

Il partito del turno secco ha struttura assai leggera, chi perde va a casa, si sbaracca tutto, tra qualche anno se ne riparla - un po' come ora i comitati dei referendum, se posso esagerare col paragone - il doppio turno mantiene la struttura partitica anche dopo le elezioni, sia quella che vince che quella che perde, proprio perche' le aggregazioni non sono "tra interessi" (e dunque fumose, da captare nell'atmosfera politica) ma fra concrete strutture partitiche di potere.

Pensa al caso della candidatura Perot in america, una struttura nata e poi dissoltasi in modo naturale, una struttura meramente elettorale piu' che un partito, sorretta da un'idea, o dalla fiducia in un candidato, e non dal professionismo della politica.

Non sopravvalutiamo il "lobbysmo". Io posso contrattare l'appoggio delle femministe o della tal associazione ecologista, ma poi si tratta di vedere se al momento di scegliere la femminista o l'ecologista effettivamente voteranno secondo le indicazioni della loro lobby (dove per lobby non intendo solo un centro di potere economico o di interessi corporativi).

Insomma ripeto che la aggregazione di interessi, la convergenza delle politiche nel sistema secco si fa piu' sulla capacita' politica nel senso nobile del termine, del candidato alla nomination e poi all'elezione, insomma sul suo "fiuto", sulla sua capacita' di mediare mentre governa, mentre nel doppio turno si fa con la lottizzazione, quale necessario frutto di conflitti o mediazioni fra strutture, fra professionisti della politica, piu' che fra interessi diffusi.

Tutto cio' ovviamente non e' suscettibile di dimostrazione matematica.

Fabrizio

 
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