Nel corso della campagna per il referendum del Senato,i sostenitori del NO hanno ripetuto in piu' di un'occasione questo concetto:"Se i partiti che compongono il fronte del SI avessero voluto veramente varare delle riforme,occupando l'80% circa dei seggi
del Parlamento,avrebbero potuto modificare la legge elettorale senza ricorrere al referendum".
E allora ? Cosi' dicendo i promotori del NO non hanno fatto altro che portare acqua al mulino del SI.
Perche' ? Ma perche' quello che affermano e' vero e conferma quanto piu' volte denunciato dai referendari,quelli DOC.
I partiti dell'ancien regime,infatti,hanno compreso che dire alla gente di votare NO o,peggio,di andare al mare,avrebbe avuto il significato di un autentico "harakiri" politico. Cosi' hanno scelto il SI non per convinzione ma per calcolo.
Ecco spiegato perche' le riforme non sono state varate dal Parlamento:i parlamentari che le vogliono davvero sono molto meno di quelli che dichiarano di volerle (e la differenza non e' sottile).
Molti dei riformisti dell'ultim'ora non hanno fatto altro che salire sul carro dei probabili vincitori,e' vero,ma questa e' una ragione valida per mettere una croce sul NO ? Io sono convinto del contrario.
Solo un SI numericamente forte e chiaro potra' vanificare le manovre dei mestatori di regime,che gia' sono all'opera per snaturare il risultato della consultazione referendaria.
E cio' e' confermato dalla comparsa in questi ultimi giorni di papocchi,papocchietti,papocchioni,papocchini e chi piu' ne ha piu' ne metta...
Vi e' pure un'altra tesi,portata avanti con insistenza dai sostenitori del NO,che non mi convince assolutamente. E' quella secondo la quale elezioni effettuate con il sistema maggioritario uninominale spaccherebbero l'Italia in tre parti: nord (Lega),
centro (PDS), sud (DC).
E' un modo di ragionare sbagliato,che utilizza i risultati elettorali del 5 aprile '92 a.T. (avanti Tangentopoli) e li sovrappone maldestramente al sistema maggioritario uninominale.
Cosi' facendo,pero',non si tiene conto della rivoluzione che il nuovo sistema elettorale,specie se ad un solo turno,provocherebbe nel rapporto candidato-partito ed elettore-candidato.
Non si voterebbe piu' per listoni zeppi di nomi piu' o meno sconosciuti ma per una persona in carne ed ossa,che alla fine del mandato sarebbe tenuta a rendere conto del suo operato,senza potersi mimetizzare nel magma informe che caratterizza i partiti
tradizionali.
Dunque spero nella vittoria dei SI per il superamento dei partiti del consociativismo,della lottizzazione e della partitocrazia.
"Ma non ve le faranno fare le riforme !",gridano quelli del NO.
Puo' darsi,ma una cosa e' certa:se vincono i NO le riforme ce le possiamo scordare fin da ora !
C'e' chi preferisce arrendersi prima di combattere e chi invece combatte perche' vuole almeno provare a vincere...