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Conferenza Rivoluzione liberale
Radio Radicale Antonio - 4 settembre 1999
L'orario di sabato sera, benché quattro settembre, va bene: può valere 1,8 - 2,4 milioni di ascolto e share al 20 - 25%.
Bisognerà battere la grande capacità oratoria e di spirito di D'Antoni che usa toni rotondi e accesi al limite della buona educazione e passaggi ad effetto preparati con cura, è, come si suol dire, dotato di tutto un po' con preparatori e assistenti, e, al contrario di leader più "moderati" come Cofferati o Martinazzoli, è gasato, tanto più va in primo piano ed è gratificato, tanto più funziona e si gasa con una certa energia (che riesce a temperare passando lo schermo del video).

Sarebbe necessario incrucciarlo con un elemento di disturbo relativo al carrozzone Cisl e sul fatto che, sia in termini numerici rivendicati e tanto più in realtà, la Cisl, come la trimurti, non è più rappresentativa dei lavoratori in nome dei quali parlano.

Anche un'attacco pesante per farlo uscire dai gangheri e al naturale non sarebbe male, purchè a quel punto ci si ostini esclusivamente a affermare la pura e semplice verità conosciuta, ponentosi dalla parte e nell'ottica del cittadino oggi penalizzato, senza badare ad affermare nulla di sé che non la compostezza e la serenità del giusto.

Necessario dunque sarebbe:

- Occhio dolce e aperto-illuminato, facendo attenzione ad eliminare i toni e le espressioni di sufficienza e aggiungendo sorrisi di benevolenza all'avversario al quale si chiede solo di confrontarsi con la gente silente e di tutti i giorni, non rappresentata dal milione di lavoratori in piazza portati con megaorganizzazioni e sostanzialmente in una piacevole rituale gita.

- Non montare sulla voce e non consentire che si monti sulla propria, salvo che al conduttore, la cui espressione benevola pendente per uno o per l'altro conquista generalmente il pubblico; tentare la seduzione a Sposini è come tentarla al pubblico.

Se dovessi indicare la prima cosa da fare con D'Antoni, direi togliergli il sarcasmo e il tono alla battuta spiritosa che ha già pronta.

Se dovessi indicare qualcosa a Della Vedova, direi di evitare l'attacco esitante, sufficiente del tipo "Io credo che", speso lentamente, che lascia un senso ostico all'ascoltatore, meglio stare sul tempo premettendo se serve quel che c'è in campo e la volontà di fare, affermare e non negare.

Se si perde un tempo o una battuta o si perde un "round", è importante tenere l'occhio con l'animo del giusto (umiltà e autorevolezza).

Fare l'investimento di una concessione è pagante nell'economia del confronto.

Esprimere disponibilità, unita alla determinazione di governo, nella espressione, rende l'immagine desiderata dal pubblico.

Accennare di sé e alla funzione del politico e del sindacalista.

Richiamare una rappresentatività ampia e composita, non accettare l'assunto della rappresentatività dei lavoratori. Proporre un sindacato diverso, regolamentato da leggi di massima garanzia ma organizzato non in maniera verticistica ma di base, invitando D'Antoni a fare il politico, se vuole, ed a candidarsi alla segreteria del Ppi, come Cofferati a quella dei Ds, ma non ad imbrigliare un intero paese perché lui è del sindacato.

Il sindacato come servizio al lavoro e al lavoratore, non come potere.

Insomma, argomentazioni che lascino intendere al pubblico "siamo stufi, che palle", sempre con il sorriso e l'animo del giusto, poiché è quel che pensa la gente.

Non compiacersi.

Mah, ormai l'ho scritto e pubblico, chissà perché m'é presa 'sta cosa!

Ottimo il servizio del Tg1 delle 20.30 con Cappato e poi Angius: Il confronto l'ha vinto Cappato e il Tg1 ha fatto un buon servizio di presentazione, ma erano registrazioni separate, con D'Antoni poi non deve essere facile.

Confido in Benedetto

 
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