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Santarossa: sulla domenica, vescovo e Sergio Bolzonello

Pordenone, 25 ottobre 2007

• Dichiarazione di Stefano Santarossa, membro della Direzione di Radicali Friulani

"In un grande magazzino una volta al mese, spingere un carrello pieno sotto braccio a te, e parlar di surgelati, rincarati far la coda mentre sento che ti appoggi a me", così Lucio Battisti cantava il rito "pagano" della spesa settimanale.

Oggi prima il richiamo di papa Ratzinger, poi gli interventi dei gerarchi porporati locali bacchettano gli infedeli, colpevoli del fatto che la domenica ora viene "sprecata" al supermercato.

Da qui segue la presa di posizione del Sindaco Bolzonello che, ormai alla ricerca del consenso necessario ad accreditarsi come testa di serie dei teodem rutelliani in vista delle prossime elezioni politiche, si scaglia contro il "consumismo sfrenato anche la domenica" e poi rincara la dose affermando "i centri commerciali, inoltre, con la loro volontà di tenere sempre aperto hanno modificato pure la socialità delle persone e sicuramente non in meglio".

Il passo successivo è l'approvazione di regolamenti che vietino l'apertura dei centri commerciali di domenica.

Il Vescovo, preoccupato dalle chiese vuote, vuole stabilire che non è lecito lavorare nel giorno della festa? Perché mai una norma civile dovrebbe preoccuparsi di santificare la domenica e non il venerdì o il sabato, accontentando così i musulmani e gli ebrei? Ora perché non chiedere direttamente allo Stato che trasformi il precetto della messa domenicale in obbligo di legge?

La linea di Bolzonello è in contraddizione rispetto alla direttiva voluta dalla giunta Illy, con in prima linea l'assessore Bertossi, che introducono delle soluzioni liberiste, nate per uscire dalla crisi del comparto, giacchè aprono le porte a quell'elemento fondativo che caratterizza il commercio , ovvero la concorrenza. Noi vorremo che regolamenti e leggi favoriscano sempre di più l'attore principale, cioè il consumatore, ed è solo nella libera concorrenza e nell'etica protestante che si realizzano i benefici per l'utente finale. Che gli esercenti possano determinare liberamente l'orario di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, rientra nello spirito dei principi generali della disciplina del settore delle attività commerciali previsto nel preambolo della legge costituzionale del 31 gennaio del '63, in cui vengono salvaguardate la libertà di impresa, libera circolazione delle merci e libera concorrenza.

A nostro giudizio andrebbero estese le deroghe alla liberalizzazione dell'orario di apertura anche in quelle località non considerate turistiche come Udine, Pordenone e Gorizia.

Al Sindaco, sempre più preoccupato che i suoi concittadini seguano alla lettera il comandamento "ricordati di santificare le feste", propongo a questo punto di impegnarsi anche per vietare la partita alla domenica. Ma qui si apre il problema di non scontentare un altro tipo di elettorato …


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