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Radicali: il Tribunale di Roma condanna in primo grado Fede ed il Tg4 per diffamazione nei confronti di Sergio D’Elia

Roma, 1 giugno 2009

Nel 2006 Sergio D’Elia, all’epoca deputato de La Rosa nel Pugno, venne eletto Segretario della Camera dei Deputati e contro di lui partì, ad opera di una certa stampa, una vergognosa campagna di linciaggio personale e politica. Oggi – comunica l’avv. Giuseppe Rossodivita, legale di Sergio D’Elia - arriva la prima condanna contro Emilio Fede che si distinse per un servizio del suo Tg4 dedicato a Sergio D’Elia di ben 7 minuti e 14 secondi. “Il servizio è diffamatorio” - scrive il Tribunale di Roma nella sentenza di primo grado che i legali di Fede e di RTI, tra i quali figura S. Previti, hanno dichiarato di voler impugnare – “(…) Le notizie fornite dal servizio sono del tutto incomplete e volutamente selezionate dall’autore del servizio stesso ed il conduttore presenta al pubblico un’immagine deformata dell’odierno attore, ancorata e cristallizzata ai pregressi penali senza alcuna rappresentazione della persona dell’attore all’attualitĂ , trascurando la nuova identitĂ  personale e politica dell’attore, le nuove convinzioni ideologiche, ciò all’evidente fine di offrire ai telespettatori un’immagine negativa (…)”. “(…) La notizia per esser vera deve essere completa” – ricorda il Tribunale – “in modo da favorire la libera formazione delle opinioni del pubblico”.

E per l’autunno è attesa altra importante sentenza nel procedimento penale pendente presso il Tribunale di Monza contro Roberto Sandalo – colui che parlò in un’intervista resa a Il Giornale di altri debiti con la giustizia non saldati da parte di Sergio D’Elia - e contro Maurizio Belpietro, all’epoca direttore del quotidiano del fratello di Berlusconi e che si distinse tra gli animatori della campagna contro D’Elia.

A seguito di quella campagna di stampa sul nome di Sergio D’Elia - quale componente della pattuglia Radicale da eleggere nella Lista del PD alle ultime elezioni politiche – fu posto il veto da Walter Veltroni “per motivi di opportunitĂ .”

Dichiara Sergio D’Elia: “Poveri telespettatori del TG4, poveri lettori de il Giornale, poveri elettori del PD, povera democrazia Italiana”.



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