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Basilicata: Bario e Boro nelle dighe lucane

8 gennaio 2010

 

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione nazionale Radicali Italiani e segretario Radicali Lucani
Allegria! In questa nostra martoriata terra, eletta a discarica di rifiuti di varia natura, saccheggiata ed inquinata, non ci facciamo mancare proprio niente. Dopo l’incidente verificatosi presso il centro oli di Viggiano(PZ), emerge un preoccupante inquinamento delle acque potabili erogate da alcune delle principali dighe lucane. Succede che, nel novembre del 2009, analisi chimiche, effettuate dall’Ufficio Risorse Idriche, fanno emergere una preoccupante contaminazione delle acque contenute negli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno(la più grande diga in terra battuta d’Europa). Trattasi, gioverà ripeterlo, di acque destinate ad uso potabile ed irriguo. Le analisi in oggetto, inutile dirlo, non sono state né pubblicate, né rese note alla popolazione. Dalle analisi emerge una contaminazione da sostanze chimiche tossiche ed un’abnorme presenza di coliformi fecali. Tradotto: stiamo parlando di inquinamento di origine biologica e di inquinamento chimico di origine industriale. Camastra, Pertusillo, Montecotugno, presa A.I.P di Savoia di Lucania: analizziamo punto per punto le analisi effettuate dall’Arpab nel mese di novembre 2009. L’invaso della Camastra, completato nel 1970, serve la città di Potenza ed ha una portata massima di 32 mc di acqua. Come viene ottimamente illustrato dal sito dell’Autorità di Bacino della Basilicata, l’80% delle acque della diga della Camastra vengono erogate per uso potabile, mentre il 13% è destinato ad uso irriguo. Per le acque della Camastra emerge un inquinamento da Bario, Boro ed un superamento dei limiti consentiti dalla legge in riferimento ai cloruri. A cosa sia dovuta la presenza di Bario in quantità superiori ai limiti stabiliti dalla legge, non lo sappiamo. Sta di fatto che i composti di Bario sono usati dalle industrie di gas e petrolio per fare fango perforante e che il Bario può avere effetti tossici sulla salute umana. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni. Anche il Boro può essere nocivo per la salute umana. Il Boro può infettare stomaco, fegato, reni e cervello. Non meno preoccupante, per quanto ci riguarda, è la presenza, oltre i limiti consentiti, di Cloruri. Quella di Monte Cotugno(Senise) è la più grande diga della Basilicata, con una portata di 530 mc di acqua. Le acque della Diga di Montecotugno vengono utilizzate anche dalla Regione Puglia per uso potabile e irriguo. In Basilicata, le acque della diga di Senise vengono utilizzate prevalentemente per scopi irrigui(41,9%) e per un 3% per uso potabile; in Puglia, invece, l’acqua proveniente da Monte Cotugno viene utilizzata prevalentemente per usi potabili(40,4%). Per ciò che concerne Montecotugno, le analisi mostrano un inquinamento da Bario e una presenza di coliformi totali 5 volte superiore ai limiti di legge. Anche le acque della diga del Pertusillo, completata nel 1963, risultano contaminate dalla presenza di Bario. Le acque del Pertusillo vengono utilizzate per scopi prevalentemente irrigui in Basilicata e per scopi prevalentemente potabili dalla Puglia. Infine, la situazione della Presa A.I.P. di Savoia di Lucania. Anche in questo caso le analisi effettuate dall’Arpab mostrano una contaminazione da Bario e un impressionante sforamento per ciò che concerne la presenza di Coliformi Fecali, Coliformi totali e streptococchi fecali. Insomma, con decenza parlando, una enorme quantità di merda. Il quadro che emerge dalle analisi, di cui siamo fortunosamente venuti in possesso, è a dir poco preoccupante e fa sorgere interrogativi che ci auguriamo possano presto trovare adeguate risposte. Intanto c’è da chiedere alle autorità competenti cosa sia stato fatto per ovviare ai problemi riscontrati, al fine di tutelare la salute dei cittadini lucani e pugliesi. Nel contempo, alla luce dei dati illustrati, riteniamo opportuno che la Regione Basilicata e le autorità competenti aprano un’inchiesta per comprendere le ragioni che hanno determinato un inquinamento dei tre principali invasi lucani. Infine, ma non ultimo, chiediamo che al più presto la Regione provveda a garantire l’effettuazione di analisi ad ampio spettro e un’adeguata depurazione delle acque. Una volta di più chiediamo alla Regione e all’Arpab di garantire la possibilità di un controllo diffuso da parte dei cittadini per garantire il diritto a conoscere per deliberare.  


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