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Made in Italy, Boni e Vono: il Governo ha completamente perso la bussola, è malato di nazionalismo, protezionismo e demagogia!

11 marzo 2010

In merito alla recente approvazione al Senato del disegno di legge sul Made in Italy, che restringe per alcuni settori (arredamento, scarpe, pelli, moda) le condizioni di utilizzo del marchio "made in Italy", Igor BONI (tra i capilista della Lista Bonino-Pannella per le province di Torino e Alessandria per le elezioni regionali) e Nicola VONO (candidato lista Bonino-Pannella per la provincia di Torino per le elezioni regionali) hanno dichiarato:

"Il disegno di legge sul Made in Italy che si avvia a diventare legge dello Stato è un provvedimento pericoloso per l'export italiano, che non risolve il problema del falso made in Italy e non serve a salvare le piccole aziende artigiane che soffrono della concorrenza cinese.

Ci sembra che il governo sia sempre di più in balia dell'ideologia nazionalista, protezionista e demagogica della Lega.
Il provvedimento infatti non tutela lo stile e il design italiano, la nostra qualità, il nostro modo di lavorare i prodotti, essendo un Paese privo di materie prime, che è quindi costretto ad importare quasi tutto; e seguendo i commi del ddl si può giungere al paradosso che se un'azienda cinese o indiana progetta un mobile a Pechino o a Bombay, prende il legno in Croazia e poi viene in Italia per le ultime due fasi di lavorazione, questo prodotto può portare il marchio "made in Italy"...siamo veramente all'assurdo.

Siamo convinti che siano altri gli approcci e altre le politiche per difendere la nostra qualità, il nostro settore produttivo, la nostra economia.
Il problema non è la delocalizzazione (perché sembra esserci anche quello tra le righe) in sé, ma il perché quell’azienda delocalizza; se è un'azienda che riesce a competere sui mercati internazionali per la qualità dei suoi prodotti, solitamente quella delocalizzazione porta un aumento di posti di lavoro in Italia, se invece quell'azienda è costretta a delocalizzare solo per poter sopravvivere, perché in un settore ad alta concorrenza, non è certo il costringerla ad essere "tutta italiana" che potrà difendere i posti di lavoro.

Anche questa legge ci sembra l'ennesima riprova, che Lega e Pdl concepiscono una società (e quindi anche un'economia) chiusa, bloccata, spaventata e introvertita; per questo siamo sempre più convinti che i cittadini piemontesi, i lavoratori, gli artigiani, gli imprenditori alle prossime elezioni regionali debbano scegliere Mercedes Bresso e la lista Bonino-Pannella, per continuare a costruire un Piemonte proiettato verso l'Europa e il mondo, che accetta le sfide, forte delle sue eccellenze, che governa i fenomeni, i cambiamenti, non li nega o li respinge".

 

Per informazioni

Igor Boni (3485335309)
Nicola Vono (3498048736)
 



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