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ven 03 dic. 2021
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Rai. Beltrandi: preti pedofili. La Rai fornisce una informazione lacunosa, preferendo organizzare un invio di sms di solidarietà al Papa. Interrogazione urgente a Masi
Dichiarazione di Marco Beltrandi, deputato radicale componente della Commissione di Vigilanza Rai

2 giugno 2010

 

La storia dei preti pedofili e delle omertà del Vaticano è un caso in cui la Rai sta svolgendo un ruolo contrario alla sua missione. Rischia di confondere lo spettatore. La denuncia di un crimine odioso - gli abusi sui minori commessi dai preti - è diventata altro: un vero e proprio plebiscito in favore del Papa
Tutto ciò mentre nel resto del mondo si sono levate alte le voci di chi invoca giustizia (terrena, non divina), chiedendo esplicitamente l’arresto del Papa.
Persino in Italia, pochi giorni fa, in seguito all’emergere di fatti raccapriccianti che riguardano preti pedofili e Vescovi complici, hanno costretto il  Cardinal Bagnasco, dopo un lungo silenzio più simile all’omertà che alla discrezione, durante la conferenza stampa conclusiva dell’assemblea generale della Cei, a precisare: “E’ possibile che ci siano in Italia casi di vescovi che hanno insabbiato accuse contro preti pedofili. Qualora ciò fosse accertato il giudizio della Chiesa è noto: è una cosa di per sè sbagliata e da superare”.
 
Il modo scelto dall’azienda per influenzare gli spettatori è stato al tempo stesso semplice e raccapricciante: l’organizzazione della campagna “Sms al Papa per la solidarietà”   nel programma di Raiuno “A sua immagine”.
Nel corso della trasmissione, la Rai ha attivato un numero telefonico  per raccogliere sms di solidarietà da consegnare a Benedetto XVI. Se l’iniziativa fosse stata lanciata da Radio Maria, nessuno (forse) ci avrebbe trovato nulla di strano.
 
Ma qui si tratta della Tv di Stato, che dovrebbe offrire un servizio pubblico informativo, non diventare sponsor  di una delle parti in gioco. La differenza è abissale e sembra anche incredibile doverla sottolineare. Ratzinger è il capo della Chiesa cattolica, un’istituzione che si è macchiata di un lunghissimo silenzio  sui numerosi casi di pedofilia all’interno del clero grazie all’insabbiamento sistematico, al trasferimentio dei colpevoli in altre diocesi, dove potevano continuare indisturbati a compiere i loro delitti, alla mancata collaborazione con la giustizia italiana e internazionale.
 
La Rai prima si è distinta per un’informazione carente poi, quando dall’estero sono giunte informazioni non equivocabili, ha organizzato  plebisciti mediatici per  manipolare la percezione  della realtà dei fatti.
 
Questo non è servizio pubblico, e di ciò ho chiesto spiegazioni al Direttore generale Masi rivolgendogli  un’interrogazione urgente.
 


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