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Rai, nei titoli di coda dei programmi gli stipendi di conduttori e giornalisti

• da la Repubblica del 10 giugno 2010

di Mauro Favale

 

Sigla finale, titoli di coda e stipendi di conduttori e ospiti. In Rai le trasmissioni di approfondimento, i telegiornali e i programmi di intrattenimento sì concluderanno così. Lo prevede il nuovo contratto di servizio approvato ieri all’unanimità dalla Vigilanza Rai. Maggioranza e opposizione votano insieme la scelta di trasparenza sui compensi ma si dividono, invece, sulla questione strategica della presenza della tv pubblica su più di una piattaforma satellitare. Il risultato sarà che la Rai, puntando su TivuSat (in accordo con Mediaset e La7), non sarà più tenuta a trasmettere su Sky. Ultimo atto di una rottura tra Viale Mazzini e la tv di Murdoch iniziata un anno fa e che favorirebbe Mediaset (competitor di Sky sulla tv a pagamento) che continua a trasmettere (e a vendere spazi pubblicitari) anche sulla piattaforma del tycoon australiano. Un risultato previsto, con Pd, Udc, Idv e Radicali che si sono visti bocciare tutti gli emendamenti per modificare l’articolo e riportarlo alla stesura precedente che prevedeva invece l’obbligo di trasmettere su tutte le piattaforme. D’altra parte la Vigilanza, dopo una lunga discussione, ha trovato l’unanimità sulla questione della pubblicazione dei compensi di conduttori, ospiti e direttori di tutte le trasmissioni.
Nei titoli di coda verrà pubblicato anche il costo dei format di servizio pubblico. In sintesi: saranno resi noti gli stipendi e dei conduttori e i costi di produzione dei programmi giornalistici di approfondimento (da "Porta a porta" a "Ballarò") e dei telegiornali (in quel caso sia di chi conduce l’edizione sia del direttore) e i compensi dei conduttori di trasmissioni come "L’Isola dei famosi" o "X Factor". Tutti contenti in Vigilanza tranne il presidente Zavoli che avrebbe preferito una misura «più equa e meno demagogica»: la pubblicazione degli stipendi sul solo sito internet della Rai. Una presa di posizione quasi isolata, tra il plauso del ministro Renato Brunetta («Soddisfazione per la grande operazione di trasparenza») e del dg della tv pubblica Mauro Masi («Scelta molto positiva»). Ma è proprio con Masí che Zavoli rischia la rottura dopo che il dg manifesta la sua impossibilità a partecipare all’audizione in commissione programmata per oggi: «Le tematiche di maggior rilevanza, su tutte la definizione dei palinsesti per l’ autunno, -scrive
Masi a Zavoli - sono all’esame del Cda i cui lavori sono stati aggiornati a domani (oggi, ndr) in concomitanza con la prevista audizione». «Una scusa sconcertante», per il presidente della Vigilanza: «La richiesta di ascoltarla viene da una commissione che è l’editore dell’azienda da lei diretta». Masi in commissione avrebbe risposto non solo sulle questioni che riguardano i palinsesti (Saviano, Dandini, le trasmissione di Gianluigi Paragone e Monica Setta che saranno cancellate) ma anche sul contratto di Santoro, sul caso di Maria Luisa Busi e sulle polemiche su Rainews24. Masi si giustifica: «Ho chiesto con la massima osservanza istituzionale un rinvio, da parte mia c’è piena disponibilità ad essere presente a ogni eventuale audizione».


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