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Roma: impedito l'accesso al consiglio comunale e negata la pubblicità delle sedute

11 giugno 2010

·         Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma
 
La vita istituzionale del Comune di Roma avviene in un quadro di gravi illegalità e mancanza di trasparenza, che le stesse istituzioni producono e alimentano e che da tempo come Radicali denunciamo.
In occasione della seduta del consiglio di ieri è stato impedito l'accesso al consiglio comunale e negata la pubblicità delle sedute (come abbiamo documentato con questo video http://www.radicaliroma.com/wp/2010/06/accesso-impedito-consiglio-comunale-roma/ ).
Prosegue intanto l'iniziativa nonviolenta di Radicali Roma che vede Luisa Simeone, membro del Comitato nazionale di Radicali italiani, giunta al terzo giorno di sciopero della fame nella ricerca di un dialogo con il presidente del Consiglio comunale Pomarici e con il sindaco Alemanno al fine di far rientrare le istituzioni che essi rappresentano nella legalità e vedere riconosciuto il diritto dei cittadini di conoscere chi li amministra.
Quasi due mesi fa abbiamo infatti chiesto agli uffici del consiglio comunale di poter vedere i dati relativi alla situazione patrimoniale, ai redditi, e alle spese elettorali dei consiglieri comunali. Dati che in base allo statuto del comune di Roma e dovrebbero essere "consultabili da chiunque", avendo ricevuto un diniego abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti anche ai sensi della legge 441/82 che prescrive la pubblicità di tali dati estendendola anche alle cariche direttive di società partecipate o finanziate da enti pubblici. Al momento nessuna risposta degna di questo nome dalle istituzioni che perseverano nell'illegalità.
A ciò si aggiunge tutta l'opaca gestione della questione del bilancio e del debito comunale che vede responsabilità incrociate e sovrapposte dell'attuale maggioranza e della ex maggioranza, ora opposizione. La condotta del sindaco Alemanno da commissario straordinario al debito, la mancanza di controlli su tale gestione straordinaria da parte dei ministeri preposti, la gravità e la vaghezza del piano di rientro presentato nel 2008, suscitano pesanti interrogativi che nessuna delle forze politiche sembra interessata a chiarire. Intanto il nuovo commissario dovrebbe a breve presentare la nuova ricognizione del debito che non potrà che riservare sorprese negative.


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